I Miei dischi (Nuovi) alla Radio
Reading Time: 19 minutesDa Bloc Party a Rosalía, da Subsonica a Little Simz: le uscite della settimana selezionate per I Miei dischi (Nuovi) alla Radio. Ventisei schede, con contesto, date e qualche fatto che vale la pena sapere. Ma soprattutto ascoltare.
Foto di The Australian War Memorial su Unsplash
Brother Wallace — “You’re The Man”
Artista: Brother Wallace | Album: Electric Love | Etichetta: ATO Records | Data: 8 maggio 2026 | Genere: Soul, R&B, blues
Nato a West Point, Georgia, cresciuto suonando il pianoforte in chiesa a 11 anni, Brother Wallace arriva al debutto discografico da adulto consapevole, dopo anni di insegnamento della musica nelle scuole K-12. Electric Love è stato registrato ai Real World Studios di Peter Gabriel a Box, Wiltshire, con la sezione ritmica dei The Heavy guidata dal produttore Dan Taylor, che alla prima ascolto delle demo si commosse fino alle lacrime.
“You’re The Man” è la traccia 2 dell’album: un monologo di confronto costruito sulla tradizione del predicatore, una voce che fissa negli occhi l’orgoglio di chi crede di essere intoccabile. Il suono attinge a Sam Cooke, Little Richard e al soul sudista di Johnnie Taylor senza suonare nostalgico.
Lo sapevi? ATO Records è la stessa etichetta di Ani DiFranco e dei Drive-By Truckers. Un posizionamento editoriale coerente con un artista che non concede nulla al mercato.
Yard Act — “Redeemer”
Artista: Yard Act | Singolo da: You’re Gonna Need a Little Music (17 luglio 2026) | Etichetta: Island Records / [PIAS] | Data: 7 maggio 2026 | Genere: Post-punk, indie rock, blues rock
Yard Act sono un quartetto di Leeds — James Smith (voce), Ryan Needham (basso), Sam Shjipstone (chitarra), Jay Russell (batteria) — che con The Overload (2022) aveva già battuto in classifica i Wet Leg per il numero uno. “Redeemer” è il primo singolo dal terzo album, prodotto da Justin Meldal-Johnsen (ex Nine Inch Nails, collaboratore di Beck e Wolf Alice), registrato per la prima volta tutti insieme nella stessa sala.
Brano lento, incrostato di blues, con una voce che va in tilt e una batteria primordiale. Il testo assume la prospettiva di chi è a pezzi per il mondo ma non riesce a scapparne. Il bassista Needham paragona questo momento della band al Parklife dei Blur: il disco in cui un gruppo diventa davvero se stesso.
Lo sapevi? “Redeemer” e “Call It In” degli Editors in questa stessa lista condividono la stessa etichetta, [PIAS], da sempre uno dei baluardi dell’alternativo europeo indipendente.
Frankie hi-nrg mc feat. Elisa & Lina Simons — “Fight da faida”
Artista: Frankie hi-nrg mc feat. Elisa & Lina Simons | Album: VOCE e BATTERIA | Etichetta: Materie Prime Circolari / ADA Music Italy | Data: 24 aprile 2026 | Genere: Hip-hop, rap italiano
Frankie hi-nrg mc è una delle figure fondanti del rap italiano: Verba manent (1993) fu il primo album hip-hop italiano pubblicato da una major. VOCE e BATTERIA è il suo sesto album in studio, costruito su un concept radicale: undici brani di sola voce, batteria e scratch. Il batterista è Donato Stolfi, gli scratch di Dj Stile.
“Fight da faida” è la riscrittura del brano con cui Frankie aprì la propria storia discografica nel 1992 — trentaquattro anni dopo, con le voci di Elisa e della cantante belgo-ugandese Lina Simons che amplificano la portata politica del testo antimafia originale. Lo stesso titolo che aveva dato il via a tutto, riletto nella forma più scarnificata possibile.
Lo sapevi? Il tour VOCE E BATTERIA parte il 30 maggio da Bologna, al DumBO Summertime.
Charli xcx — “Rock Music”
Artista: Charli xcx | Singolo: anticipa il settimo album (titolo non ancora annunciato) | Etichetta: Atlantic Records | Data: 8 maggio 2026 | Genere: Hyperpop, elettronica
Dopo Brat (2024) — disco che ha generato un’estetica, una discussione politica e un riconoscimento critico unanime — Charli xcx apre un nuovo capitolo con un singolo di circa due minuti prodotto con A.G. Cook e Finn Keane. La dichiarazione programmatica è nel titolo e in un’intervista a British Vogue: “Penso che la pista da ballo sia morta, quindi ora facciamo rock music.”
“Rock Music” ha una chitarra distorta prominente, una voce processata in modo robotico e un video girato da Aidan Zamiri che attinge deliberatamente a tutti i cliché del genere: televisori buttati dalle finestre, chitarre rotte, mosh pit. Alex Petridis sul Guardian la accosta ai LCD Soundsystem del 2002 con “Losing My Edge” — per la consegna deadpan e per essere, allo stesso tempo, divertente e caotica.
Lo sapevi? Nel video compare anche il marito George Daniel, batterista dei The 1975. Charli stessa aveva anticipato su Instagram: “a video of me making a song called rock music that is not actually rock music.”
Editors — “Call It In”
Artista: Editors | Singolo: anticipa il prossimo album | Etichetta: Play It Again Sam | Data: 28 aprile 2026 | Genere: Indie rock, post-punk
Editors sono un quintetto di Birmingham attivi dal 2002: Tom Smith (voce, chitarra), Ed Lay (batteria), Russell Leetch (basso), Justin Lockey (chitarra). “Call It In” è il primo brano nuovo dall’album EBM (2022) ed emerge da sessioni estate 2025 nella campagna del Gloucestershire, tutti nella stessa stanza — in reazione ad anni di “laptop records.”
Nelle parole di Smith: “una canzone che parla di chiedere aiuto in presenza di un terrore esistenziale, trovare conforto in qualcuno vicino, scappare dal rumore assordante della vita moderna.” La critica legge nel ritorno alle chitarre una ritrovata identità, dopo la fase elettronica degli ultimi dischi.
Lo sapevi? Birmingham ha dato i natali a Black Sabbath, Duran Duran e Ocean Colour Scene. Una genealogia che spazia dall’heavy metal alla new wave, dentro cui gli Editors occupano da sempre una posizione laterale e coerente.
Ghinzu — “Forever”
Artista: Ghinzu | Album: W.O.W.A (When Other Worlds Await) (29 maggio 2026) | Etichetta: Play It Again Sam | Data singolo: 6 maggio 2026 | Genere: Rock, alternative rock
Ghinzu sono un gruppo rock di Bruxelles, formatisi nel 1999 attorno al frontman John Descamps. Tre album in studio tra il 2000 e il 2009, culto nel Belgio francofono e in Francia, poi diciassette anni di silenzio discografico. W.O.W.A è il quarto album, prodotto da Dave Sardy (che ha lavorato con Oasis, Wolfmother, Marilyn Manson) agli Hillside Manor di Los Angeles, nato da quasi novanta idee complete selezionate fino a tredici tracce.
“Forever” è la traccia 4 dell’album: rock maturo, tensioni costruite, impulsi grezzi. Fnac la descrive come “rock teso, drammatico, tagliato per il palco e per le notti troppo lunghe.” Il tour 2026 ha già registrato sold out all’Élysée Montmartre di Parigi e all’AB di Bruxelles.
Lo sapevi? Il Belgio francofono ha prodotto una scena rock alternativa notevolmente coerente: dEUS, Triggerfinger, Balthazar, K’s Choice. Ghinzu ne occupano un posto analogo a quello dei Placebo nel glam-rock britannico: troppo strani per il mainstream, troppo bravi per essere ignorati.
Zoh Amba — Eyes Full
Artista: Zoh Amba | Album: Eyes Full (5 giugno 2026) | Etichetta: Matador Records | Data singolo title track: 5 maggio 2026 | Genere: Folk, blues appalachiano, indie rock
Zoh Amba è nata e cresciuta a Kingsport, Tennessee. Sassofonista affermata nella scena avant-jazz di New York — collaborazioni con Steve Gunn, Shahzad Ismaily, Jim White, presenza a Coachella 2026 nella band di Iggy Pop — con Eyes Full torna al suo primo strumento, la chitarra, alla terra dell’Appalachia e a Matador Records come singer-songwriter. L’album è stato registrato senza overdub, dal vivo ai Drop of Sun Studios di Asheville, Carolina del Nord, con il batterista Jim White (ex Dirty Three, collaboratore di Cat Power e PJ Harvey) e il chitarrista Kevin Hyland.
Stereogum la paragona a “Sonic Youth nel periodo migliore” per come le chitarre si intrecciano, ma il cuore del disco è più vicino a Townes Van Zandt o Gillian Welch: nasce dalla terra, non dalla città. Bandcamp la elegge Album del Giorno.
Lo sapevi? La traccia 8 dell’album si intitola “Emahoy”: omaggio a Emahoy Tsegué-Maryam Guèbrou, pianista e compositrice etiope-monastica scomparsa nel 2023.
Little Simz — Sugar Girl EP
Artista: Little Simz | EP: Sugar Girl | Etichetta: AWAL | Data: 8 maggio 2026 | Genere: Hip-hop, trap/rage
Little Simz — nata a Londra nel 1994 da genitori di origine nigeriana — è la rapper britannica che ha vinto il Mercury Prize con Sometimes I Might Be Introvert (2021). Sugar Girl è un EP breve, sperimentale, con direzione trap/rage: beat scheletrici, autotune, atmosfera da club. Una palestra, nella logica dei progetti paralleli di Simz, non una dichiarazione definitiva.
“That’s a No No” è la traccia di apertura. Nell’ultimo minuto, Simz abbandona la manipolazione vocale e produce una strofa di rap nudo che svela tutta la sua capacità tecnica: il momento in cui l’EP trova il suo apice. I feat includono JT (di City Girls), Deela e 070 Shake.
Lo sapevi? L’8 maggio 2026 — data di uscita di Sugar Girl — coincide esattamente con il lancio di “Rock Music” di Charli xcx e con il release day di Electric Love di Brother Wallace. Una concentrazione singolare di uscite in ventiquattr’ore.
Francamente — Bitte Leben
Artista: Francamente | Album: Bitte Leben | Etichetta: Carosello Records | Data: 17 aprile 2026 | Genere: Cantautorato, elettronica
Francamente è un progetto torinese trapiantato prima a Berlino e poi a Milano. Studi in filosofia politica, anni di busking per strada a Berlino, parte del collettivo transfemminista Canta Fino a Dieci: un percorso che si legge nei nove brani di Bitte Leben, il titolo significa “per favore, vivi.” OndaRock assegna 7.5/10 e individua nel disco le presenze di Franco Battiato, Lucio Battisti, Alice e Giuni Russo come riferimenti che lo abitano.
“5 di mattina” è il singolo trainante: un invito a sporcarsi e mescolarsi con la vita, ad accettarne i cambiamenti senza smettersi di inseguire ciò che la rende umana.
Lo sapevi? Il tour estivo parte il 14 maggio da Berlino — la città che ha formato Francamente — per poi toccare Bologna (Locomotiv Club, 19 maggio), Roma, Torino e il MI AMI Festival di Milano.
Beba — L’imperatrice
Artista: Beba | Album: L’imperatrice | Etichetta: Altafonte Italia | Data: 8 maggio 2026 | Genere: Rap italiano, urban
Beba — torinese, classe 1994 — è tra le voci femminili più riconoscibili della scena rap italiana: prima rapper a entrare nel Machete Mixtape 4 di Salmo, unica italiana selezionata da VEVO per DSCVR Artists To Watch 2020, primo album Crisalide nel 2021. L’imperatrice è il secondo album in studio, costruito attorno all’immaginario dei tarocchi: ogni brano corrisponde a una carta, dal Matto al Mondo, come un viaggio simbolico attraverso archetipi, identità e trasformazione.
Il titolo non è egoico: “L’Imperatrice è una donna che smette di rinunciare a sé stessa.” Quindici tracce, feat. con Jake La Furia, un disco che affronta desideri nascosti, famiglia, autostima, dolore, dinamiche amorose — con lo stile diretto e tagliente che ha sempre definito il suo registro.
Lo sapevi? Beba ha co-fondato nel 2017 il primo duo rap femminile italiano insieme a Rossella Essence, aprendo un territorio che in Italia era ancora sostanzialmente inesplorato.
Muse — “Cryogen”
Artista: Muse | Singolo da: The Wow! Signal (26 giugno 2026) | Etichetta: Warner Records | Data singolo: 24 aprile 2026 | Genere: Rock, space rock, alternative rock
Muse — Matt Bellamy (voce, chitarra), Chris Wolstenholme (basso), Dominic Howard (batteria) — sono al decimo album in studio, The Wow! Signal, il cui titolo rimanda al segnale radio di 72 secondi captato nel 1977 dalla costellazione del Sagittario, annotato dall’astronomo Jerry Ehman con la parola “Wow!” sul tabulato. “Cryogen” è il terzo singolo estratto, prodotto con Dan Lancaster, debuttato dal vivo all’O2 Academy Brixton di Londra — la stessa venue che i Muse non calcavano dal 2001, prima di Origin of Symmetry.
NME: “una ventata classica per i Muse che richiama i loro anni 2000 con riff urlanti, un ritornello da stadio e un paesaggio fantascientifico apocalittico.” Il testo trasforma una paralisi sentimentale in un’odissea polare: la ragazza è azoto, il protagonista un intruso su Europa, luna ghiacciata di Giove.
Lo sapevi? Il video di “Cryogen” — uscito l’8 maggio — è ambientato su un pianeta ghiacciato con un’astronave sepolta sotto il ghiaccio, con Bellamy che vaga in una bufera di neve mentre il suo microfono si congela.
The Black Keys — Peaches!
Artista: The Black Keys | Album: Peaches! | Etichetta: Easy Eye Sound / Warner Records | Data: 1 maggio 2026 | Genere: Blues rock, garage blues
The Black Keys — Dan Auerbach e Patrick Carney — duo di Akron, Ohio, attivi dal 2001 — firmano il quattordicesimo album in studio. Peaches! è un disco di covers: dieci brani che sono reinterpretazioni spontanee di blues oscuri del XX secolo, scoperti da Auerbach durante i suoi set di DJ alla ricerca di 45 giri. Registrato live in sala con il minimo di overdub, nasce da sessioni di sfogo emotivo mentre il padre Chuck Auerbach era malato terminale — morì il 29 marzo 2025.
Il risultato è il loro disco più grezzo dai tempi di The Big Come Up (2002). Rolling Stone: “revitalizzati, urgenti e gloriosamente non rifiniti.” Il repertorio attinge a R.L. Burnside, Junior Kimbrough, Earl Hooker, Dr. Feelgood, con la sezione ritmica allargata a Kenny Brown (chitarra) e Eric Deaton (basso).
Lo sapevi? La copertina di Peaches! porta la firma del fotografo William Eggleston, lo stesso di Delta Kream (2021). Una continuità visiva deliberata per due dischi costruiti sulla stessa logica: il blues come atto di necessità, non di nostalgia.
Tori Amos — In Times of Dragons
Artista: Tori Amos | Album: In Times of Dragons | Etichetta: Fontana Records | Data: 1 maggio 2026 | Genere: Art rock, piano rock, concept album
Tori Amos — diciottesimo album in studio, registrato nella sua casa in Cornovaglia — costruisce un concept album di 17 tracce e oltre 75 minuti: la storia allegorica di una donna che fugge da un marito “Lizard Demon miliardario” e percorre un paese trasformato in distopia, incontro dopo incontro, finché non si trasforma in un ibrido umano-drago per combatterlo. L’allegoria è dichiarata: il Dark Enlightenment, il nazionalismo autoritario, l’accelerazionismo della Silicon Valley.
La figlia di Amos, Natashya Hawley, appare su più tracce come la figlia perduta della protagonista. Pitchfork 6.8/10: “lampi di tenerezza straordinaria.” AllMusic: “emotivamente pesante, spesso devastante, caratteristicamente coraggioso.” Rolling Stone 3.5/5: “il mezzosoprano consumato di Amos e le sue parti di piano calibrate si dispiegano in un racconto di salvezza.”
Lo sapevi? La prima traccia, “Shush”, cita “Silent All These Years” — il singolo d’esordio del 1991 di Amos. Una protagonista che cerca la donna che aveva scritto quel brano e si chiede dove sia andata.
Aldous Harding — Train on the Island
Artista: Aldous Harding | Album: Train on the Island | Etichetta: 4AD | Data: 8 maggio 2026 | Genere: Indie folk, art pop
Aldous Harding — neozelandese — firma il quinto album con il produttore di lunga data John Parish (che ha lavorato con PJ Harvey, Dry Cleaning, Sparklehorse) ai Rockfield Studios nel Galles. Dieci tracce, con contributi di Sebastian Rochford (batterista dei Polar Bear), una Moog, un’arpa, una pedal steel guitar.
Bandcamp Daily la elegge Album del Giorno e la paragona all’attrice settecentesca Emma Hamilton per la capacità di trasformarsi vocalmente da un brano all’altro. Train on the Island è un disco di sogni a occhi aperti: strano, intimo, con momenti che sembrano non dover funzionare e invece funzionano. Pitchfork: “arpa che trilla schizofrenicamente su una linea di basso pesante quanto quella di Tame Impala in ‘Elephant’.”
Lo sapevi? Harding si è definita “il Jim Carrey del mondo indie”: una dichiarazione che sintetizza meglio di qualsiasi analisi critica il rapporto tra la sua musica e il pubblico che la ascolta.
MUNA — Dancing On The Wall
Artista: MUNA | Album: Dancing On The Wall | Etichetta: Saddest Factory Records / Secretly Group | Data: 8 maggio 2026 | Genere: Indie pop, synth-pop
MUNA — trio di Los Angeles formato da Katie Gavin, Naomi McPherson e Josette Maskin — tornano con il quarto album dopo l’omonimo del 2022. Dancing On The Wall è “più tagliente, più oscuro”: nasce dall’energia ansiosa di vivere in una Los Angeles segnata da tensione politica, degrado ambientale e precarietà generazionale. Tredici tracce, 39 minuti, riff di chitarra carichi su basi synth.
Clash 80/100: “ritorno fiducioso e inquisitivo.” NME 70/100: “il trio bilancia leggerezza e lussuria con un senso strisciante di minaccia.” Il pezzo “Big Stick” pivota dall’interpersonale alla politica con un breakdown “ominoso e seducente sul controllo autoritario.”
Lo sapevi? Katie Gavin aveva pubblicato nel 2024 il suo primo disco solista, What A Relief, senza che questo segnasse la fine dei MUNA — come lei stessa aveva chiarito. Dancing On The Wall è anche la conferma di quella promessa.
Iceage — For Love of Grace & the Hereafter
Artista: Iceage | Album: For Love of Grace & the Hereafter | Etichetta: Mexican Summer | Data: 29 maggio 2026 | Genere: Post-punk, punk rock
Iceage — quintetto di Copenaghen guidato dal cantautore Elias Bender Rønnenfelt — firmano il sesto album, primo da Seek Shelter (2021). Dodici tracce registrate con il produttore Nis Bysted allo Silence Studio in Svezia — lo stesso studio di Plowing Into the Field of Love (2014), l’unico che la band abbia mai rivistato nella propria storia. Rønnenfelt: “le canzoni dovevano essere immediate, urgenti, crude e veloci. Volevamo eliminare qualsiasi peso inutile.”
Il disco esce il 29 maggio ma i singoli “Star” e “Ember” sono già disponibili. Post-punk feroce con “intimità apocalittica”: un universo d’amore che si espande e si contrae in un tango eterno.
Lo sapevi? Iceage tornano allo Silence Studio dodici anni dopo Plowing Into the Field of Love: la scelta non è casuale. Quel disco era il loro momento di maggiore ambizione formale. Questo vuole essere il suo corrispondente nella maturità.
Litfiba — “17 Re”
Artista: Litfiba | Singolo: 17 Re | Etichetta: Epic / Sony Music Italy | Data: 17 aprile 2026 | Genere: Rock italiano, new wave
Litfiba — la formazione storica: Piero Pelù (voce), Ghigo Renzulli (chitarra), Antonio Aiazzi (tastiere), Gianni Maroccolo (basso) — pubblicano il brano che nel 1986 avrebbe dovuto dare il titolo all’album omonimo e che fu escluso dalla tracklist perché ritenuto non all’altezza del resto. Quarant’anni di cassetto, poi la pubblicazione il 17 aprile 2026 su Epic/Sony, con tre ristampe in vinile esaurite nel giro di ore.
“17 Re” fa parte della cosiddetta trilogia delle vittime del potere insieme a Desaparecido e Litfiba 3: un tema che, come dice Pelù citando i “grandi della Terra”, non ha smesso di essere attuale. Prima esecuzione live al Concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma. Il tour “Quarant’anni di 17 Re” parte il 27 giugno, venti date, 70.000 biglietti già venduti.
Lo sapevi? In Francia, nel 1986, 17 Re fu pubblicato come album singolo — alcune tracce furono rimosse per adattarlo al mercato. Quella scelta di distribuzione permise ai Litfiba di suonare 180 serate l’anno, molte all’estero, in apertura a grandi band francesi.
Baxter Dury — “Allbarone (Meal Deal Mix by Parrot and Cocker Too)”
Artista: Baxter Dury | Album: Allbarone | Etichetta: Heavenly Recordings | Data remix: dicembre 2025 / singolo 2026 | Genere: Indie, elettronica, dance
Baxter Dury — figlio di Ian Dury, nato nel 1971 a Wingrave, Buckinghamshire — ha attraversato vent’anni di carriera con una voce narrante unica nell’indie britannico: sarcastica, ferita, cinematografica. Allbarone, ottavo album, nasce da un incontro al Glastonbury 2024 con il produttore Paul Epworth (Adele, Florence & the Machine, Bloc Party). Dury voleva fare un disco dancefloor con l’energia di Brat di Charli xcx; Epworth ha costruito la musica in studio, lui ha scritto attorno alle composizioni.
Il Meal Deal Mix di Parrot and Cocker Too — uscito prima come parte dell’EP Allbarone Remixes (dicembre 2025), poi come singolo — mantiene l’urgenza emotiva dell’originale aggiungendo densità ritmica. The Quietus descrive la traccia originale come “a tech-trance tale of public tears with drops and risers”: il protagonista manda messaggi su messaggi alla persona amata sperando che lo raggiunga in quel bar senz’anima, fradicio di pioggia sulla Piccadilly Line.
Lo sapevi? Uncut 9/10, Mojo: “dazzle-bright and direct.” Il nome Allbarone esiste perché qualcuno in un pub di Manchester aveva scritto storpiato il nome della catena su un’insegna. Dury lo ha trovato in un momento depressivo e quella parola era l’unica cosa che lo aveva fatto ridere.
Robyn feat. Ca7riel & Paco Amoroso — “Blow My Mind”
Artista: Robyn feat. Ca7riel & Paco Amoroso | Album: Sexistential | Etichetta: Konichiwa Records | Data: 2026 | Genere: Synth-pop, dance-pop
Robyn — nata nel 1979 a Stoccolma — torna dopo otto anni dall’acclamato Honey (2018). Nel mezzo: fine di una lunga relazione, scelta di diventare madre single tramite FIV, nascita di un figlio. Sexistential è il suo nono album, co-prodotto con Klas Åhlund, pensato come “un’astronave che attraversa l’atmosfera ad altissima velocità e atterra rovinosamente”. La critica lo avvicina al vertice di Body Talk (2010), con una scrittura più matura e personale.
“Blow My Mind” nel 2002 era una canzone di seduzione fisica. Su Sexistential diventa un’ode al figlio: “the mind-blowing thing now is that this person exists at all.” La versione con Ca7riel & Paco Amoroso — duo dell’underground di Buenos Aires, cinque Latin Grammy nel novembre 2025 — aggiunge versi in inglese, lingua non dominante per loro. Un cortocircuito generazionale preciso: Robyn come archetipo della pop autenticamente alternativa incontra il duo che sta facendo la stessa cosa nel contesto latinoamericano.
Lo sapevi? Variety nota che senza Robyn molta della pop contemporanea — da Taylor Swift a Charli xcx — non suonerebbe come suona.
Rosalía — “Focu ‘Ranni”
Artista: Rosalía | Album: LUX | Etichetta: Columbia Records | Data streaming: 17 aprile 2026 | Genere: Art pop, flamenco, canzone siciliana
Rosalía — nata nel 1993 a Sant Esteve Sesrovires, Barcellona — è già una delle artiste più studiate del decennio dopo El Mal Querer (2018) e MOTOMAMI (2022, Metacritic 95). LUX, quarto album (autunno 2025), segna un approccio più spirituale. “Focu ‘Ranni” era rimasto finora inedito in digitale, disponibile solo nell’edizione fisica: la Complete Works del 17 aprile 2026 lo porta finalmente in streaming con video ufficiale.
Il titolo in siciliano indica una condizione emotiva estrema, qualcosa che brucia senza controllo. Il brano si ispira alla storia di Santa Rosalia di Palermo: nobile del XII secolo che abbandonò il mondo per ritirarsi in grotta, la cui reliquia secondo la tradizione salvò Palermo dalla peste del 1625. Rosalía canta in spagnolo e siciliano: il coro — “Tu ‘u me focu ‘ranni / mi jittaiu ‘nt’a lu nenti / pi nun perdiri ‘a libbirtà” — significa: “Tu, il mio grande fuoco, mi hai gettato nel nulla per non perdere la libertà.”
Lo sapevi? Rolling Stone Italia: “Non c’è nient’altro nella musica di oggi che suona come Lux di Rosalía.” Il video è diretto da Petra Collins. L’uso del siciliano è un gesto di identificazione con una santa che porta il suo stesso nome e con una cultura musicale periferica rispetto ai centri del pop globale.
David Byrne feat. Natalia Lafourcade — “¿Cuál Es La Razón?”
Artista: David Byrne feat. Natalia Lafourcade | Album: Who Is The Sky? | Etichetta: Todomundo / Nonesuch | Data: 2025 | Genere: Art rock, latin, world music
David Byrne. Who Is The Sky? (2025) è il primo album solista dopo American Utopia (2018).
“¿Cuál Es La Razón?” è la reinterpretazione latinoamericana di “What Is The Reason For It?” — in origine con la voce di Hayley Williams dei Paramore. La versione messicana, prodotta da Mexican Institute of Sound con ottoni in primo piano, nasce dall’esperienza diretta di Byrne a Città del Messico. Natalia Lafourcade porta dove Williams portava urgenza pop-rock una profondità radicata nella tradizione ranchera e bolero. Consequence of Sound: “a charming little reimagining che scorre attraverso le influenze latine con una fluidità allo stesso tempo concentrata e disorientante.”
Lo sapevi? Mexican Institute of Sound / Camilo Lara ha lavorato con Beck, Calexico, Café Tacvba. Il concetto che si riflette nel brano — una canzone che torna in una lingua diversa, con una voce diversa, e trova nuova vita — è lo stesso al centro del libro di Byrne in uscita per Penguin Press.
Kerala Dust — “Fever”
Artista: Kerala Dust | Album: An Echo of Love (2025) | Etichetta: Unrecorded | Data singolo: 2026 | Genere: Art rock, deep electronics, indie
Kerala Dust è un progetto britannico che ha costruito negli anni una scena attorno a sé tra Ibiza, Berlino e il circuito dei festival europei di nicchia: uno dei pochi progetti contemporanei capaci di far coesistere art rock e dancefloor profondo senza che uno dei due prevalga. An Echo of Love (2025) ha ricevuto attenzione significativa da BBC 6 Music e KEXP; il singolo “Bell” è entrato nella Main Mix di Radio Paradise.
“Fever” arriva come terzo singolo post-album, dopo “The Orb TX” e “White Noise”. Art rock che incontra elettronica innovativa e il calore del dancefloor, con aperture verso americana, desert blues e notte urbana al neon. Kerala Dust compare regolarmente accanto a Monolink, Stavroz, WhoMadeWho, Christian Löffler.
Lo sapevi? Kerala Dust suonerà al Gemini Festival di Bologna il 16 maggio 2026 — pochi giorni dopo questa puntata. Una delle rare occasioni di vederli in Italia.
Death Cab for Cutie — “Punching the Flowers”
Artista: Death Cab for Cutie | Album: I Built You a Tower (5 giugno 2026) | Etichetta: ANTI- | Data singolo: 2026 | Genere: Indie rock, alternative rock
Death Cab for Cutie — formatisi a Bellingham, Washington nel 1997 — sono una delle band fondative dell’indie rock americano degli anni 2000: Transatlanticism (2003) e Plans (2005) hanno definito un’era. I Built You a Tower è l’undicesimo album, prodotto da John Congleton, primo su ANTI- dopo vent’anni nelle major — la stessa etichetta di Tom Waits, Nick Cave, Tune-Yards.
Il titolo ha una storia precisa: durante i tour celebrativi per i ventesimi anniversari di Transatlanticism e Plans, Ben Gibbard ha vissuto il collasso della propria vita personale alle spalle di notti su palchi enormi. La “torre” è il posto che si costruisce dentro di sé per contenere la perdita senza esserne sopraffatti. “Punching the Flowers” nasce da una scena reale: un bambino che fa i capricci fuori da un negozio e prende a pugni i fiori. Quella scena diventa metafora di chi ha qualcosa di bello e lo vive come una gabbia.
Lo sapevi? Il tour dell’album include date con Japanese Breakfast, Nation of Language, Lala Lala. Il passaggio da Atlantic a ANTI- è letto dalla critica come ritorno alle radici dopo vent’anni di major.
Bloc Party — “Coming On Strong”
Artista: Bloc Party | Singolo: anticipa Anatomy of a Brief Romance (11 settembre 2026) | Etichetta: cOnTAGIOUS LTD / Virgin Music Group | Data: 11 maggio 2026 | Genere: Indie rock, synth-pop
Quattro anni dopo Alpha Games, i Bloc Party tornano con un singolo prodotto da Trevor Horn (Grace Jones, Pet Shop Boys, Frankie Goes to Hollywood) e annunciano il settimo album in studio. “Coming On Strong” entra subito nella direzione dichiarata dal disco: un ritratto cronologico di una storia d’amore, dall’attrazione iniziale alla rottura. Il brano ha una propulsione ariosa, pop ma non molle, con la voce di Kele Okereke che si muove in un territorio più scopertamente romantico rispetto al passato. Il testo è dichiaratamente autobiografico, scritto dopo la fine della relazione di Okereke con il padre dei suoi figli.
Lo sapevi? Anatomy of a Brief Romance è il primo album dei Bloc Party pubblicato su un’etichetta di nuova fondazione, cOnTAGIOUS LTD, imprint della Virgin Music Group creato appositamente per la band.
Fat Dog — “Go F***Urself”
Artista: Fat Dog | Singolo | Etichetta: Domino Records | Data: 11 maggio 2026 | Genere: Electro-pop, dance-punk
I Fat Dog riemergono con il loro primo singolo del 2026 e cambiano passo rispetto al caos calibrato di WOOF. (2024): tre minuti di electro-pop euforico con synth eighties ariosi, groove baleari e un chorus da migliaia di persone in coro. La produzione è firmata da Joe Love con Oli Bayston (Kelly Lee Owens, Alexis Taylor). Il testo costruisce il ritratto di chi cerca fuori di sé la colpa che gli appartiene, e il video — girato su un ring di wrestling con i sosia di varie pop star che osservano disapprovando — traduce l’ironia in immagini. La band ha in programma tre date come support dei Foo Fighters in arena europea, inclusa Milano.
Lo sapevi? Il titolo del brano circolava già dal vivo almeno dall’estate 2025: in un’intervista al Rock en Seine, il chitarrista Chris Hughes lo aveva definito “il pezzo perfetto da mettere in una festa, fissando qualcuno dritto negli occhi per tutta la durata.”
Olof Dreijer ft. Toya Delazy — “Makwande”
Artista: Olof Dreijer ft. Toya Delazy | Album: Loud Bloom | Etichetta: dh2 (Dirty Hit) / Rabid Records | Data: 8 maggio 2026 | Genere: House, club music sperimentale
Membro dei The Knife e storico collaboratore di Fever Ray, Olof Dreijer debutta con il primo album solista costruendo un mosaico club in cui le strutture familiari vengono sistematicamente rimodellate in forme inattese. “Makwande” è una house track storta e ballabile su cui la MC sudafricana Toya Delazy porta versi in zulu e inglese. Il ritornello ruota intorno alla parola zulu qaqi ifindo, che significa sciogliere i legami che ti stringono. La scelta dei vocalist — colombiana, sudanese, sudafricana — riflette il rifiuto esplicito di Dreijer dell’omogenità bianca e maschile dominante nel mondo della club music.
Lo sapevi? Olof Dreijer ha fondato una scuola di musica per rifugiati a Berlino e continua a insegnare produzione musicale creativa a giovani immigrati in Svezia: un filo diretto con l’impegno politico che attraversa tutto Loud Bloom.
Subsonica — “Grida”
Artista: Subsonica | Singolo estratto da: Terre Rare | Etichetta: Epic Records / Sony Music Italy | Data: 24 aprile 2026 | Genere: Elettronica, rock alternativo
“Grida” è il secondo estratto da Terre Rare, undicesimo album dei Subsonica uscito il 20 marzo 2026. Il testo cita le ombre del genocidio palestinese, i gesti dei “supereroi dell’opulenza” e un silenzio di accondiscendenza che strozza la verità: materiale scomodo confezionato su un pattern ritmico che la band definisce “inconfondibilmente subsonico”. Il videoclip, firmato dal regista Ivan Cazzola, usa materiale girato durante i quattro concerti del trentennale alle OGR Torino (marzo-aprile 2026), evitando la spettacolarizzazione in favore di frammenti live sospesi tra dimensione collettiva e introspezione.
Lo sapevi? L’artwork di Terre Rare è costruito intorno alla Croce di Agadez (o Croce Tuareg), antico amuleto che nelle tradizioni del Sahara viene donato al figlio maschio nel passaggio all’età adulta come simbolo di libertà e orientamento.
Theatre — “You Are”
Artista: Theatre | Singolo: anticipa l’EP Incarnate (12 giugno 2026) | Etichetta: BMG / Echo | Data: 11 maggio 2026 | Genere: Alt-rock, post-punk, shoegaze
Band di Limerick fondata nel 2022, i Theatre hanno costruito la loro reputazione quasi esclusivamente dal vivo, aprendo per Just Mustard, Gurriers e altri prima di mettere in circolazione la prima nota registrata. “You Are” è il secondo singolo ufficiale, a un mese dal debutto “The Fall”, e anticipa l’EP Incarnate. Il brano esplora — parole della vocalist Maeve O’Shea — le immagini visive della sua infanzia nel West Cork: heavy e sognante insieme, con una voce che richiama le grandi cantanti irlandesi del passato. Non è casuale che la band venga da Limerick, la stessa città dei Cranberries.
Lo sapevi? I Theatre hanno scelto il nome stilizzato in maiuscolo (THEATRE) fin dall’inizio, una scelta di postura visiva che ha generato più di una discussione nella stampa anglofona, dove qualcuno ha già ammesso che la musica è abbastanza forte da far passare l’irritazione ortografica.
Angine de Poitrine — “Sherpa”
Artista: Angine de Poitrine | Album: Vol.II | Etichetta: Spectacles Bonzaï | Data: 3 aprile 2026 | Genere: Post-rock strumentale, math rock, microtonal
Duo strumentale canadese di Saguenay, i fratelli Klek e Khn de Poitrine costruiscono un linguaggio fatto di chitarra microtonale a loop in tempo reale e percussioni calibrate come guide d’alta quota. “Sherpa” è il brano che li ha portati all’attenzione internazionale e che ora trova la sua collocazione definitiva in Vol.II, il secondo album del duo prodotto con il supporto del Conseil des arts du Canada. La struttura è ripetitiva e asimmetrica: gli strati si accumulano e si sottraggono con logica lenta, quasi tectonica. Il titolo riflette il ruolo della batteria nella musica del duo — non guida, ma orienta, come appunto uno sherpa che conosce il percorso senza volerlo dominare. Il brano è stato eseguito dal vivo al Trans Musicales di Rennes nel dicembre 2025 per KEXP.
Lo sapevi? Nelle note di produzione, Khn de Poitrine spiega che le chitarre microtonali sfruttano i quarti di tono — intervalli che cadono tra i semitoni del temperamento equabile occidentale — per ottenere quella sensazione di “note che dormono nelle crepe tra i tasti del pianoforte.”
