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I Miei Dischi Alla Radio: Car Seat Headrest – Joe Drives Again

Reading Time: 5 minutesDieci anni dopo Teens of Denial, Will Toledo torna sul disco che lo ha reso un punto di riferimento dell’indie rock e lo riscrive. Teen of Denial: Joe’s Story è un gesto archivistico che divide la fanbase e aggiunge un capitolo che nel 2016 non poteva ancora esistere.

Car Seat Headrest Will Toledo Teen of Denial Joe's Story 2026 Matador Records

Car Seat Headrest Will Toledo Teen of Denial Joe's Story 2026 Matador Records

Reading Time: 5 minutes

Tornare su un disco già riuscito, riscriverlo a dieci anni di distanza, e far sì che la riscrittura aggiunga qualcosa: Will Toledo lo ha fatto. Il risultato si chiama Teen of Denial: Joe’s Story, il nuovo album dei Car Seat Headrest uscito il 20 maggio 2026, esattamente un decennio dopo Teens of Denial.


Un ragazzo in macchina

Prima di ragionare su quello che è successo in questi dieci anni, vale ricordare da dove viene tutto. Car Seat Headrest ha un’origine concreta nel nome: Will Toledo, nome anagrafico William Barnes, originario di Leesburg, Virginia, registrava le voci dei suoi primissimi demo nel sedile posteriore della Toyota Sienna di famiglia del 2002 per avere un minimo di privacy. Era il 2010. Il primo album, intitolato semplicemente 1, fu caricato su Bandcamp il 1° maggio di quell’anno. Ne seguirono undici, tutti autoprodotti, tutti su Bandcamp, prima della firma con Matador Records nel 2015.

È una storia che nel circuito indie angloamericano conoscono tutti. Vale ricordarla perché cambia il peso di quello che è venuto dopo: un ragazzo che canta sottovoce in macchina per non essere sentito, e dieci anni più tardi ha in mano uno dei dischi più discussi della stagione.


Teens of Denial, 2016: il disco che non doveva funzionare così bene

Teens of Denial arrivò il 20 maggio 2016 e molti si aspettavano una delusione. I dischi di Toledo su Bandcamp erano stati costruiti sull’irregolarità, sulla lunghezza, sull’eccesso, qualità che il mercato tendeva a correggere all’arrivo dell’etichetta. Invece Teens of Denial, prodotto da Steve Fisk, già al lavoro con Nirvana e Soundgarden, arrivò con dodici tracce e settanta minuti e funzionò esattamente come non ci si aspettava: mantenendo la durezza, l’autoironia feroce, il cinismo giovanile, dentro una forma che teneva.

Pitchfork gli assegnò 8.5/10. Entrò nelle liste dei migliori album dell’anno di NME e Mojo. Rolling Stone lo inserì al quarto posto nella classifica dei cinquanta migliori album del 2016. Non era uno di quei consensi tiepidi che si ottengono per posizionamento: era un disco che aveva convinto anche chi non aveva mai trovato un punto d’ingresso nella produzione precedente di Toledo.


Il personaggio di Joe appariva sparso in vari titoli, (Joe Gets Kicked Out of School For Using) Drugs With Friends, Joe Goes To School, come pseudonimo più che come personaggio. Toledo aveva preso l’idea da Daniel Johnston: nell’album Hi, How Are You?, Johnston usava il nome “Joe” in diversi brani come stand-in ironico per sé stesso. Toledo lo aveva adottato allo stesso modo: Joe come distanza sottile tra il testo e il vissuto, una maschera che non nascondeva quasi niente.


L’anniversario come atto di riscrittura

La Matador Revisionist History Series ha trasformato il decennale di Teens of Denial in qualcosa di più inquietante di una semplice celebrazione. Non è la prima volta che Toledo ritorna su sé stesso: nel 2018 aveva già pubblicato Twin Fantasy (Face to Face), rifacimento completo dell’album Twin Fantasy del 2011, originariamente registrato in qualità bassissima. In quel caso la motivazione era almeno in parte tecnica: restituire a un disco importante una qualità che ne permettesse la fruizione. Con Joe’s Story la motivazione è diversa, e Toledo non lo nasconde.

Come ha scritto in un comunicato ai fan, guardando indietro ai testi aveva cominciato a vedere una storia che non aveva mai inteso costruire deliberatamente. Joe non era stato un personaggio con una vicenda propria, era una voce, un espediente. Tornando su quell’album dieci anni dopo, Toledo ha cominciato a chiedersi chi fosse davvero Joe Osborne, questo il cognome che gli ha assegnato nella rielaborazione, e la risposta ha preso forma in testi riscritti, arrangiamenti aggiornati, due brani nuovi registrati nello stile del disco originale (Optimistic Son e Joe Drives Again) e una rielaborazione quasi integrale di The Ballad of the Costa Concordia, ribattezzata The Ravenous House.

Una nota resa pubblica via Discord chiarisce la posizione di Toledo meglio di qualsiasi dichiarazione ufficiale: “when I was making this my only concern was making something for people who had never encountered the album and were hearing it for the first time, I didn’t make it for anyone who already knows the album” (“quando facevo questo il mio unico pensiero era fare qualcosa per chi non aveva mai sentito l’album e lo ascoltava per la prima volta. Non l’ho fatto per chi l’album lo conosce già”).

È una frase che dice molto sulla natura dell’operazione, e altrettanto sul perché abbia diviso.


Il problema della riscrittura

Chi aveva amato Teens of Denial nel 2016 lo aveva amato anche per la sua immediatezza: quei testi erano troppo vicini, troppo onesti rispetto al momento in cui erano stati scritti. Correggere quella vicinanza significa, per molti, correggere la cosa stessa.


Il caso più citato riguarda un verso di (Joe Gets Kicked Out of School For Using) Drugs With Friends: nel 2016 Toledo cantava “I felt like a walking piece of shit / in a stupid looking jacket” (“mi sentivo come un pezzo di merda ambulante / con una giacca di merda addosso”). Nella versione 2026 quel verso è diventato “I felt like a dying alien” (“mi sentivo come un alieno che sta morendo”). È una metafora più costruita, probabilmente più efficace sul piano letterario. È anche irrimediabilmente diversa. Quella sensazione di qualcuno che parla con un nodo in gola di qualcosa di cui fa ancora fatica a parlare non è recuperabile.

La scelta ha effetti a cascata. Tutte le volgarità e le parolacce sono state rimosse dall’album. Due brani del 2016, Not What I Needed e Unforgiving Girl (She’s Not), non compaiono nella tracklist di Joe’s Story. I due nuovi brani, Optimistic Son e Joe Drives Again, sono “tonalmente luminosi”, pop, costruiti su una progressione emotiva che guarda avanti. Come ha osservato Paste Magazine nella sua analisi traccia per traccia, l’inserimento di questi pezzi crea una dissonanza con le canzoni che li circondano: funzionano nella narrativa del personaggio, ma stridono nel flusso del disco.


Joe Drives Again: il personaggio dopo la tempesta

Il brano che dà il nome a questo pezzo è quello che più esplicitamente dà voce alla traiettoria di Joe Osborne dopo il caos del disco originale. Il testo parla di sobrietà, “at twelve weeks sober / he’s taking it one day at a time” (“a dodici settimane di sobrietà / va avanti un giorno alla volta”), di ripresa, di una vita che riprende forma dopo che si era sfasciata. Joe gira ancora. Prende ordini, affronta la mattina, ha il sole negli occhi. Nella retorica del disco originale, quello stesso personaggio stava affondando.


È un gesto narrativo chiaro, forse il più onesto dell’intera operazione: Toledo sta aggiungendo un capitolo che nel 2016 non poteva esistere perché non era ancora stato vissuto, lasciando intatto il buio originale. La distanza di dieci anni ha aggiunto prospettiva senza togliere peso.


Cosa rimane

Teen of Denial: Joe’s Story, disponibile in digitale dal 20 maggio 2026 e in uscita fisica su doppio LP e CD il 16 ottobre, è un disco che mette in discussione la propria origine senza cancellarla. Teens of Denial del 2016 esiste ancora, e nessuno te lo toglie. Ma adesso esiste anche questa versione, costruita per chi non ha mai sentito quella storia e la incontra per la prima volta con già in mano il finale.

Il batterista Andrew Katz ha confermato che la band sta lavorando a un album di studio completamente nuovo. Joe’s Story arriva come gesto archivistico tra due fasi, dopo The Scholars del 2025: un bilancio prima di ripartire.


Quello che resta, dopo tutto, è questa immagine: Joe che gira ancora, a dodici settimane dalla sobrietà, con il sole negli occhi. Joe Drives Again parla di direzione, più che di redenzione o di risposta. Ed è già qualcosa.


Teen of Denial: Joe’s Story, Car Seat Headrest, Matador Records / Matador Revisionist History Series. Uscita digitale: 20 maggio 2026. Uscita fisica (2xLP / CD): 16 ottobre 2026.