Urla dalla Jungla: David Byrne & St. Vincent – Who
Atlantide è sempre stata nella mia testa, non esattamente come poi si è sviluppata ma c'è sempre stato un luogo più o meno mitico, dove la mia mente andava a rifugiarsi per trarre qualche idea, una ispirazione. Succedeva così che dopo molti anni passati ad occupare, con grande piacere spero reciproco, la fascia del pomeriggio di Radio Play Studio che allora era animata da molte belle e grandi voci e ancora non si era trasformata in "Dance Network", arrivai ad un punto che il mio modo troppo espressivo di intendere la radio, andò a scontrasi con le diverse esigenze commerciali dell'editore che un po' alla volta stava virando verso il mondo delle discoteche. Siamo sul finire degli anni '80, oggi le chiamerebbero radio personality ma allora era troppo presto per concetti del genere e obiettivamente, Play Studio mica era mia.
Se domani uscisse un disco di qualsiasi rumore anche corporale, prodotto da David Byrne, io lo comprerei. E non è cosa che faccio per tutti, solo a pochi gruppi o artisti riservero questo trattamento – sai te, adesso che lo sanno non riusciranno più a dormire la notte per la responsabilità -.

L’unione poi tra il genio assoluto di David Byrne e St. Vicent ha quasi il potere di una congiunzione astrale capace di stravolgere gli equilibri del pianeta. Byrne è un fan di St. Vincent, lo ha dichiarato tempo fa dopo averla vista a un paio di concerti e incontrata dopo Dark Was The Night, concerto di beneficenza a Radio City, insieme poi hanno collaborato al progetto Dirty Projectors e Björk e forse, spinti da quella esperienza, si sono trovati per questo Love This Giants, album che uscirà l’11 settembre prossimo.
Intanto per i milioni di iscritti alla mailing list di David Byrne, tra i quali il sottoscritto, un gustoso anticipo dell’album con il download gratuito di “Who“… fiati, ottoni registrati col microfono (!!!!!) e quel ritmo molto “Heads“, un disco spettacolare e potrebbe essere pure brutto ma la presenza di Byrne in congiunzione con St. Vincent, sconvolgerebbe ogni altro giudizio al di sotto di “capolavoro“.
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