L’UltraIndipendentzia: DataRock
Lo vedi, basta distrarsi un attimo e ti passa sotto al naso, senza che tu possa accorgertene, il meglio dell’UltraIndipendentzia!
Beh la piccola distrazione ora è finita, è durata solo una decina d’anni, quindi niente male, non mi sono perso granché!
Ora però voglio lanciarmi di nuovo in pista e recuperare quelle perle di musica che il settore indipendente sa regalarci. Confesso che questi ragazzi mi hanno emozionato parecchio, prima di loro forse solo i Bloc Party erano riusciti a riconciliarmi col pianeta e prima ancora, fenomenali Genitals ma qui parliamo della metà degli anni ’80.
Insomma, voglio segnalarvi se anche voi eravate distratti, questo fenomenale gruppo norvegese che apre ufficialmente questa rubrica dedica alla musica indipendente e allora… ladies and gentlemen: DATAROCK.
E per presentare degnamente i DATAROCK non c’è niente di meglio che rispolverare una vecchia frase che mi ha accompagnato a lungo durante le mie serate in discoteca: “E’ uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare!”. Si perché è con questo lodevole spirito di sacrifico che il duo norvegese si è affacciato nel luccicante mondo della spettacolo, cambiare per sempre il volto della musica pop così come lo conosciamo. Un compito durissimo, forse neppure i grandi Depeche Mode erano riusciti a porsi un tale obiettivo. I DATAROCK, invece, incuranti dell’enorme pericolo, sembrano avercela fatta.
I DATAROCK arrivano da Bergen, sulla costa sud-orientale della Norvegia, che già in passato aveva lanciato nomi importanti nel panorama indie come Kings of Convenience, Röyksopp, Annie, Ralph Myerz e i Johansen Magnete, sono filosoficamente una punk band, per questo mi garbano assai. A sentirli è come se Talking Heads e Devo si fossero fusi insieme, la senzazione che si ha è fortissima sopratutto quando se sul piatto del giradischi (accidenti alle vecchie abitudini che stentano a passare) parte la devastante “FA FA FA“.
Il nome di DATAROCK, scelto da Fredrik Saroea e KET-Ill è diventato col tempo sinonimo di qualcosa capace di raccogliere 30 anni di musica anche se loro stessi dichiarano di non capire come mai si ritrovano a risalire costantemente al periodo 1997/1982.
La domanda è quanto mai inutile, la risposta ovvia. Concluso quel ciclo, la musica si è inesorabilmente de-voluta fino all’attuale … fino all’attuale… boh, inutile noia?
I DATAROCK fanno parte di quello sparuto gruppo di artisti che si sono caricati sulle spalle le sorti del mondo, come novelli Atlante riescono ancora a renderci felici manipolando sette semplici note. Di questi tempi, qualcosa di semplicemente geniale.
Oltre alla già citata “FA FA FA“, assolutamente imperdibili “PRINCESS” e “I USED TO DANCE WITH MY DADDY” ma credetemi, c’è solo il godurioso imbarazzo della scelta!
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