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Ogni settimana Alice, ci porta nel paese delle meraviglie, nella #HitBOX, lo scatolone delle novità de LNWSI La New Wave Sono Io! che nel mese di luglio si è rivelato particolarmente ricco.
I veri dominatori del mese sono stati gli Arcade Fire, di cui vi ho diffusamente parlato QUI ma molti altri ci hanno lasciato qualcosa da portarci in viaggio o in vacanza. Uno di questi è Steven Wilson.

Durante i nostri appuntamenti del sabato sera con LNWSI La New Wave Sono Io! ho più volte sottolineato come il talento pop di Steven Wilson, raggiunga momenti altissimi una volta liberatosi dai confini del suo progetto ‘Porcupine Tree‘, il quale per altro, resta sempre in pista.
L’album completo, ‘To the Bone‘, lo avremo solo il 18 agosto ma intanto nella #HitBOX   de LNWSI! e nella programmazione di Radio Atlantide, sono finite dentro ‘Pariah feat. Ninet Tayeb‘, ‘The Same Asylum As Before‘, ‘Song of I (feat. Sophie Hunger)’ e ‘Permanating‘ di gran lunga la nostra più suonata.

Nella puntata dell’8 luglio abbiamo trovato conferma della grandezza di Ghostpoet, un’artista di frontiera se mi si passa la definizione, tra il rap alternativo e il dark, una miscela pazzesca e di cui avevamo già apprezzato il suono in Massive Attack in ‘The Spoils‘ con ‘Come Near Me‘ e in alcuni episodi degli album di alt-J.
‘Immigrant Boogie’ è stata la prima anticipazione  di ‘Dark Days + Canapés‘ (in uscita il 18 agosto) ma quella che più di altre si è messa in luce da questo lavoro dell’artista inglese, è ‘Freakshow
ma è stata la metà del mese di luglio a riservarci la sorpresa migliore nei capitoli de LNWSI! dedicati alla #HitBOX. E ci ha preso quasi alla sprovvista perché, ravanando nella sezione elettronica, non ci aspettavamo  una brano, un album di una tale bellezza. ‘Blue Train Lines‘ con King Krule, tratto da ‘Love What Survive‘ (in uscita a settembre) di Mount Kimbie è un vero miracolo sonoro e ci conferma quanto la musica nera stia impattando con suoni dell’altro emisfero, capaci di creare nuovi stili e generi. ‘Blue Train Lines‘ racconta la storia di Ishi, l’unico sopravvissuto al ‘Massacro di  Three Knolls‘ del 1895 che decimò la tribù indigena degli Yahi e lo fa, attraverso gli studi dei due antropologi che ne presero il corpo dopo la sua morte, avvenuta 5 anni dopo il massacro per le conseguenze della tubercolosi.
Non è il disco dell’anno perché al titolo è candidato ‘The Underside of Power‘  di Algiers ma di questo vi parlerò in un prossimo articolo.