Hit Me: Bloc Party – Octopus
Eravamo dunque rimasti ad una grigia giornata di Ottobre e un traghetto in partenza verso l'Isola Mito, sì certo ma anche in questo caso, per capire cosa ci faccio sul molo di un porto, dobbiamo tornare indietro anche se solo di qualche mese, mentre percorrevo un'altra via di comunicazione: la tangenziale di Bologna. Avrai certamente già capito che ci stiamo per infilare di nuovo dentro un wormhole, la galleria gravitazionale che mi ha portato spesso a viaggiare da un parte all'altra dell'universo attraversando lo spaziotempo in modo tutt'altro che lineare. È un nuovo loop temporale che si apre più o meno all'altezza di Borgo Panigale, quando squilla il telefono.
Gli ultimi vent’anni – abbondanti vent’anni – non hanno dato grandi soddisfazioni in nessun campo. Se però, per non farci troppo male, stringiamo la nostra analisi alla sola cerchia musicale, ci accorgiamo che la crisi ha toccato davvero tutto e tutti.

Nessun doppio senso in chiave nostalgica ma credo che dai novanta in avanti, per restare al solo campo della “musica leggera”, ci sia stato un decadimento lento e inesorabile con poche rare eccezioni.
Chemical Brothers, certamente, Fatboy Slim, Aphex Twins, Moby, TV On The Radio, Daft Punk, gli italianissimi Planet Funk per citarli un po’ a caso, e poi Bloc Party.
Il 20 agosto esce il nuovo album della band inglese che si intitolerà Four, per chi non vuole aspettare soluzioni appena un po’ più low-cost, è possibile prenotarlo sulla solita iTunes.
Four è preceduto da un singolo: Octopus, brano carino e un po’ … “sound prima della crisi“. Non è molto ma può essere un nuovo inizio.
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