🔴 Radio Atlantide LIVE
Caricamento...

Remigrazione

Barriera di confine al filo spinato lungo la frontiera ungherese, 2015

Foto: El Nuevo Doge, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La Treccani la definisce così nel 2025: eufemismo per ritorno forzato di persone immigrate nel loro Paese d’origine.

Eufemismo. Una parola che nasconde un’altra parola. Il termine appartiene da decenni alle scienze sociali, dove indica il ritorno volontario di un migrante al paese d’origine. Poi qualcuno lo prende, lo svuota, e lo riempie di altro.

Il primo partito a farne uno slogan politico è il Front National, alle regionali del 1992: “Quand nous arriverons, ils partiront”, quando arriveremo, loro se ne andranno. Trent’anni dopo, la parola è nei programmi elettorali di mezza Europa.

Il teorico si chiama Martin Sellner, austriaco, leader del Movimento Identitario. A una riunione segreta a Potsdam nel novembre 2023, spiega il piano: tre gruppi devono lasciare la Germania. I richiedenti asilo. Gli immigrati regolari. E i cittadini di origine straniera “non assimilati”, quelli nati in Germania, con passaporto tedesco, che secondo lui hanno il colore della pelle sbagliato.

La struttura è identica a quella del 1492. C’è una civiltà da difendere. C’è un nemico interno da individuare. C’è uno strumento — allora l’Inquisizione, oggi la legge. C’è una parola pulita che copre un’operazione sporca.

Il professor Dirk Baier, esperto di estremismo, lo chiama con precisione: strategia di normalizzazione. Il movimento identitario è riuscito a liberare il termine “remigrazione” dal suo significato chiaramente negativo. Ora è parte del vocabolario. Non sorprende più.

Alla fine dell’Ottocento, nei circoli antisemiti europei, aveva iniziato a circolare un’idea: trasferire forzatamente milioni di ebrei in qualche luogo sperduto dell’Africa, come il Madagascar. A partire dal 1937, quella che poteva sembrare solo una farneticazione antisemita si fece piano concreto.

Le parole sono pietre. Alcune arrivano da lontano.


I Condotti che si aprono dalla Remigrazione

Isabella di Castiglia — la prima espulsione organizzata su base etnico-religiosa nella storia europea moderna. Il modello.

La limpieza de sangre — la purezza del sangue come criterio di cittadinanza. Il certificato che dimostrava l’assenza di antenati ebrei. Il precedente burocratico.

Sefarad — chi fu espulso nel 1492. Chi portò con sé le chiavi di casa nella speranza di tornare.

La Grande Sostituzione — la narrativa che alimenta la remigrazione. Il mito della sostituzione etnica orchestrata, usato per giustificare l’urgenza dell’espulsione.

Torquemada — il confessore che diventa inquisitore. Il consigliere che convince il potere che la minoranza è un pericolo. Ogni epoca ha il suo.


Il cerchio si chiude. O meglio: si riapre.

⚡ Carico la rete…