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Luigi Tenco

Luigi Tenco, cantautore della scuola genovese, in una fotografia del 1967

Pubblico Dominio via Wiki Commons

Luigi Tenco (Cassine, 21 marzo 1938 – Sanremo, 27 gennaio 1967) è stato un cantautore, compositore e polistrumentista italiano, tra le figure centrali della scuola genovese, il gruppo di autori che dall’inizio degli anni Sessanta rinnovò la canzone italiana. Preferiva definirsi compositore.

Prima della Linea Verde

La sua opera unisce una formazione jazzistica a testi che trattano il lavoro, la solitudine, la religione, l’emigrazione e la condizione femminile in una forma che la canzone italiana dell’epoca riservava ad altri temi. Fu anche il principale avversario dichiarato della Linea Verde, la posizione editoriale che nell’autunno del 1966 sostenne l’esaurimento della canzone di protesta.

Formazione

Cresce tra Cassine e Ricaldone, nell’Alessandrino, e nel 1948 si trasferisce a Genova con la madre. Studia al liceo, si avvicina al jazz e impara il sassofono da autodidatta, suonando anche pianoforte e clarinetto.

Le prime esperienze musicali risalgono alla metà degli anni Cinquanta, nella Jelly Roll Morton Boys Jazz Band con Bruno Lauzi e nei Diavoli del Rock con Gino Paoli.

Nello stesso ambiente incontra Fabrizio De André, Umberto Bindi e i fratelli Gian Franco e Gian Piero Reverberi. Nel 1959 si trasferisce a Milano.

La carriera discografica

Nel 1959 firma con la Ricordi, dove incide prima come voce del complesso I Cavalieri, con Enzo Jannacci al pianoforte, poi da solista sotto gli pseudonimi Gigi Mai, Gordon Cliff e Dick Ventuno. Nel 1960 esce con il proprio nome “Quando”, primo brano di successo.

Nel 1962 la Ricordi pubblica il suo primo album, che contiene “Mi sono innamorato di te” e “Angela”. Nello stesso anno debutta al cinema in “La cuccagna” di Luciano Salce.

Dal 1964 incide per la Jolly, etichetta di Walter Gürtler, con un secondo album omonimo. Nel 1966 passa alla RCA Italiana, dove pubblica “Un giorno dopo l’altro”, che diventa sigla di uno sceneggiato televisivo.

Il rapporto con la censura

Diversi brani di Tenco incontrarono provvedimenti restrittivi. “Cara maestra” non venne ammessa all’ascolto dalla Commissione per la censura, e per quel brano l’autore rimase fuori dalle trasmissioni della RAI per due anni. Nel 1963 furono bloccate “Io sì” e “Una brava ragazza”.

Questa sequenza precede di anni la polemica sulla Linea Verde e ne costituisce il contesto: il conflitto tra i contenuti dei suoi testi e i canali di diffusione era già in atto.

Il manifesto del 1966

Nell’ottobre del 1966 Tenco risponde con quattro colleghi all’editoriale con cui il settimanale BIG dichiara superata la protesta giovanile. Firmano con lui Sergio Bardotti, Lucio Dalla, Gianfranco Reverberi e Piero Vivarelli.

I riferimenti

Il testo contesta l’assenza di argomenti a sostegno di quella tesi, elenca le ragioni di protesta ancora aperte in Italia e nel mondo, e indica la posizione dei firmatari con una formula loro, la linea del blues, di Bob Dylan e di Jack Kerouac. Alla speranza i cinque contrappongono la lotta.

Il Festival di Sanremo del 1967

Alla diciassettesima edizione del Festival di Sanremo Tenco presenta “Ciao amore, ciao”, in abbinamento con Dalida. Il brano affronta il tema dell’emigrazione e deriva da una versione precedente, “Li vidi tornare”, di contenuto antimilitarista; il testo passò attraverso numerose riscritture.

Nella serata del 26 gennaio la canzone raccoglie trentotto preferenze su novecento e il dodicesimo posto, che comporta l’esclusione dalla finale. La commissione di ripescaggio, composta dal direttore artistico della manifestazione Gianni Ravera, dal regista televisivo Lino Procacci e dai giornalisti Ugo Zatterin e Lello Bersani, sceglie “La Rivoluzione”, brano firmato da Mogol e presentato da Gianni Pettenati.

Tenco muore nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967, nella sua stanza all’Hotel Savoy, a ventotto anni. La morte viene classificata come suicidio. Le manomissioni della scena, rilevate nei giorni successivi, e le anomalie nella gestione dei reperti alimentarono ipotesi alternative; l’inchiesta è stata riaperta due volte e la riesumazione della salma, nel 2005, ha confermato la conclusione originaria.

Il nome dopo il 1967

Nel 1972 nasce a Sanremo il Club Tenco, associazione senza scopo di lucro fondata su iniziativa di Amilcare Rambaldi, floricultore ed ex partigiano, con lo scopo statutario di raccogliere il messaggio di Tenco e di cercare nella musica leggera dignità artistica e realismo poetico. Il Club mantiene autonomia dall’industria musicale.

Dal 1974 il Club organizza al Teatro Ariston la Rassegna della canzone d’autore, comunemente indicata come Premio Tenco, nata come alternativa al Festival, che all’epoca si svolgeva al Casinò e non era frequentato dalla maggior parte dei cantautori. Nel 1984 si aggiunge la Targa Tenco, assegnata ai dischi dell’anno da una giuria di giornalisti.

Nel 2021 il Premio Tenco viene assegnato a Mogol. Nel corso della manifestazione il paroliere riferisce di aver tentato di dissuadere Tenco dal partecipare al Festival del 1967. Gli eredi del cantautore rispondono con una lettera pubblica, chiedendo di non diffondere notizie errate sulla vita di Tenco e contestando al direttivo del Club la scelta del premiato.

Portali correlati

Linea Verde, per la posizione editoriale contro la quale Tenco firmò il manifesto del 1966.

Festival di Sanremo, per l’istituzione e per il meccanismo di selezione che ne determinò l’esclusione.

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