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Festival di Sanremo

Il Teatro Ariston di Sanremo, sede del Festival della canzone italiana dal 1977

By Ferdinando Traversa - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=185245493

Il Festival di Sanremo è la manifestazione della canzone italiana organizzata annualmente a Sanremo dalla RAI in collaborazione con il Comune, in gara dal 1951. Si svolge nel mese di febbraio e occupa cinque serate.

La sua struttura poggia su tre elementi che nel tempo hanno cambiato forma restando nella medesima funzione: una direzione artistica che seleziona i brani ammessi, un percorso di accesso riservato agli esordienti, un sistema di voto a componenti multiple. La gara che il pubblico vede in febbraio costituisce la fase finale di un processo che comincia mesi prima.

Origine e sede

La prima edizione si tiene nel gennaio del 1951 al Casinò di Sanremo, con diffusione radiofonica. La vittoria va a Nilla Pizzi con “Grazie dei fiori”. La trasmissione televisiva si aggiunge a partire dalla metà del decennio.

Dal 1977 la manifestazione si trasferisce al Teatro Ariston, che ne diventa la sede stabile.

L’accesso alla gara

I brani non arrivano in gara per iscrizione libera. Le proposte vengono presentate dalle case discografiche e dagli editori musicali, sono valutate da una commissione musicale e la decisione finale spetta alla direzione artistica.

Accanto a questo canale operano due percorsi dedicati agli esordienti. Area Sanremo è un concorso che si svolge nella città e assegna un numero definito di posti. Sanremo Giovani è la selezione televisiva che designa gli artisti ammessi al Festival tra i candidati vagliati dalla commissione musicale.

La conseguenza di questo assetto è che il repertorio in gara risulta definito nei mesi precedenti, attraverso passaggi che si svolgono fuori dalla trasmissione.

La sezione riservata agli esordienti

La collocazione degli esordienti è cambiata più volte, oscillando tra due soluzioni: una gara separata, con classifica e vincitore di categoria, oppure l’inserimento diretto nella competizione principale.

Nel 2019, sotto la direzione artistica di Claudio Baglioni, la gara separata viene sospesa e i vincitori della selezione entrano tra i concorrenti principali. La formula viene ripresa da Amadeus in più edizioni. Nel 2026, con la direzione artistica di Carlo Conti, la sezione autonoma è presente con quattro concorrenti, due ammessi tramite Sanremo Giovani e due tramite Area Sanremo; vince Niccolò Filippucci con “Laguna”.

Per l’edizione del 2027, con la direzione artistica di Stefano De Martino, le anticipazioni di stampa diffuse nel luglio del 2026 indicano la cancellazione della sezione autonoma. Il vincitore della selezione riservata agli esordienti verrebbe proclamato il 18 dicembre e inserito direttamente nella gara principale, portata a ventiquattro brani. Le stesse anticipazioni riferiscono la fine del programma di selezione trasmesso su Rai 2 e il suo spostamento nell’access prime time di Rai 1, e la caduta della distinzione fra i candidati provenienti da Sanremo Giovani e quelli iscritti ad Area Sanremo in una fase precedente la finale. La medesima edizione prevede una serata dedicata alle esibizioni, distinta dalla gara, destinata a designare il rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest.

Alla fine di luglio del 2026 la RAI non ha diffuso il regolamento ufficiale dell’edizione.

Il voto

Il sistema di voto ha attraversato forme diverse: giurie popolari distribuite in più città nelle edizioni degli anni Sessanta, poi combinazioni variabili di voto del pubblico, giuria della sala stampa e giurie tecniche. Il peso relativo delle componenti viene stabilito dal regolamento di ciascuna edizione e ha determinato in più occasioni esiti discussi.

Alcune edizioni hanno previsto organismi correttivi. Nel 1967 operava una commissione di ripescaggio, con la facoltà di riammettere alla finale un brano escluso dal voto delle giurie.

L’edizione del 1967

L’edizione del 1967 costituisce il caso più studiato del rapporto fra meccanismo di selezione ed esito. “Ciao amore, ciao” di Luigi Tenco, presentata in abbinamento con Dalida, raccoglie trentotto preferenze su novecento e resta fuori dalla finale. La commissione di ripescaggio, composta dal direttore artistico della manifestazione Gianni Ravera, dal regista televisivo Lino Procacci e dai giornalisti Ugo Zatterin e Lello Bersani, riammette “La Rivoluzione” di Mogol e Piero Soffici, presentata da Gianni Pettenati.

Tenco muore nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967. La manifestazione prosegue e la vittoria va a Claudio Villa e Iva Zanicchi con “Non pensare a me”.

Il rapporto con il mercato discografico

Il Festival funziona come vetrina di lancio per i brani in gara, con effetti misurabili sulle classifiche di vendita e di ascolto nelle settimane successive. Per questa ragione l’industria discografica interviene nel dibattito sul regolamento.

Il 7 luglio del 2026 il presidente della FIMI, Enzo Mazza, dichiara di auspicare il ritorno alla formula che porta il vincitore della selezione giovani direttamente nella gara principale. Le anticipazioni sul regolamento della edizione successiva, diffuse nove giorni dopo, recepiscono quell’indicazione.

Portali correlati

Luigi Tenco, per l’autore la cui esclusione nel 1967 rese pubblico il funzionamento della selezione.

Linea Verde, per la posizione editoriale che nel 1966 e nel 1967 orientò il repertorio presentato al Festival.

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