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Détournement

Facciata del Museum Jorn di Silkeborg con murale ceramico e sculture in gres sul prato

Museum Jorn, Silkeborg Art Museum, The Asger Jorn Collection. Foto di Jens Cederskjold, CC BY 3.0

Il détournement è una pratica che consiste nel prelevare materiali già esistenti, immagini, testi, film, slogan pubblicitari, e ricollocarli dentro un contesto nuovo che ne rovescia il senso. Il termine francese indica un dirottamento, una deviazione di percorso.

La formulazione compare nel saggio Mode d’emploi du détournement (Istruzioni per l’uso del détournement), scritto da Guy Debord e Gil J. Wolman e pubblicato nel maggio 1956 sul numero 8 della rivista surrealista belga Les Lèvres nues. I due appartenevano allora all’Internazionale Lettrista, il gruppo attivo fra il 1952 e il 1957 da cui sarebbe uscita l’Internazionale Situazionista, fondata nel luglio del 1957 a Cosio d’Arroscia, in provincia di Imperia.

Il saggio del 1956 stabilisce il principio che regge tutta la pratica: qualsiasi elemento, preso da qualsiasi luogo, può essere accostato a qualsiasi altro. Gli autori vi precisano di non voler proporre un’invenzione propria, quanto di sistematizzare una pratica già diffusa, e ne estendono l’applicazione alla scrittura, al cinema, all’abbigliamento e infine alla costruzione di intere situazioni.

La definizione situazionista

Nel giugno 1958, sul primo numero della rivista Internationale Situationniste, la voce viene ripresa nella sezione delle definizioni come abbreviazione della formula détournement di elementi estetici prefabbricati, e descritta come integrazione di produzioni artistiche presenti o passate dentro una costruzione superiore dell’ambiente.

Il concetto si accompagna al suo rovescio, la récupération, con cui i situazionisti indicavano il movimento inverso: il sistema che assorbe le forme della contestazione e le rimette in circolo svuotate.

Nel 1967 Debord riprende il détournement in La società dello spettacolo, dove lo colloca fra gli strumenti della critica e ne rivendica la funzione contro l’autorità della citazione e della proprietà culturale.

Le applicazioni

Il pittore danese Asger Jorn, fra i fondatori del gruppo, acquistava dipinti di poco valore ai mercatini e li ridipingeva parzialmente, chiamando modifications le tele risultanti. La rivista dell’Internazionale Situazionista pubblicava fumetti con le nuvolette sostituite da testi politici. Nel 1973 René Viénet ridoppiò un film di arti marziali di Hong Kong trasformandolo in un dibattito sulla lotta di classe, con il titolo La dialectique peut-elle casser des briques? (La dialettica può rompere i mattoni?).

L’Internazionale Situazionista si scioglie nel 1972. La pratica del détournement è proseguita oltre il gruppo che l’aveva teorizzata. Malcolm McLaren, manager dei Sex Pistols, aveva frequentato a Londra l’area di King Mob, la costola inglese del gruppo, e Jamie Reid, autore delle copertine della band, veniva dallo stesso ambiente: le lettere ritagliate dai giornali e gli slogan del Maggio 68 ricomparsi sulle magliette sono materiale prelevato e ricollocato. Il critico Greil Marcus ha ricostruito questa linea in Lipstick Traces del 1989, e la misura di quanto il passaggio fosse consapevole resta discussa fra gli storici. La pratica prosegue oggi nel culture jamming e nella circolazione dei meme.


I Condotti che si aprono da Détournement

La grazia a buon mercato — il concetto formulato da Dietrich Bonhoeffer nel 1937 per indicare una fede che accoglie il perdono senza assumerne le conseguenze.

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