Cristoforo Colombo
Il 31 marzo 1492 viene firmato il Decreto dell’Alhambra. Gli ebrei di Spagna hanno fino al 2 agosto per partire o convertirsi.
Il 3 agosto 1492, all’alba, tre caravelle salpano dal porto di Palos. Le guida Cristoforo Colombo.
Sulla stessa rotta, nello stesso periodo, salpa anche l’ultimo gruppo di ebrei espulsi dalla Spagna. Alcuni storici raccontano che Colombo abbia ritardato la partenza di un giorno, dal 2 al 3 agosto, per far coincidere il viaggio con il digiuno del Tisha b’Av, il giorno di lutto ebraico per la distruzione del Tempio di Gerusalemme.
Il viaggio non viene finanziato dalla regina Isabella, come si crede comunemente. I soldi arrivano da Luis de Santángel e Gabriel Sánchez, due conversos, insieme al rabbino Isaac Abrabanel.
Le origini di Colombo restano materia di disputa storiografica: genovese per la tradizione più diffusa, forse di origine ebraico-spagnola secondo alcune ricerche più recenti, mai del tutto risolte da analisi genetiche e documentarie. Decisivo per il finanziamento del viaggio fu anche il contributo del vescovo Geraldini, confessore della regina Isabella e amico personale di Colombo.
Quello che è certo: la stessa estate, lo stesso decreto, gli stessi porti. Una nave verso l’esilio. Tre caravelle verso un mondo che l’Europa non sapeva ancora di dover scoprire.
Il 1492 contiene entrambe le storie. Non per coincidenza geografica. Per la stessa decisione, presa dalle stesse persone, nello stesso anno.
I Condotti che si aprono da Cristoforo Colombo
Isabella di Castiglia — la regina che firma il decreto di espulsione e finanzia, indirettamente, anche la scoperta di un nuovo mondo.
Sefarad — chi partì da Palos verso l’esilio, nella stessa estate in cui altri partivano verso l’ignoto.
1492 — l’anno che contiene due viaggi opposti. Una fine e un inizio, firmati dalla stessa mano.
Granada — la resa che libera fondi e energie per entrambe le imprese, quella religiosa e quella oceanica.
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