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Consorzio Produttori Indipendenti

Logo del Consorzio Produttori Indipendenti, etichetta discografica attiva dal 1994 al 1999

Il marchio del Consorzio Produttori Indipendenti

Il Consorzio Produttori Indipendenti, abbreviato in C.P.I., è stata un’etichetta discografica italiana attiva tra il 1994 e il 1999, con sede operativa tra Reggio Emilia e Firenze. Nasce dalla fusione di due strutture preesistenti e funziona come marchio ombrello per una decina di realtà musicali dell’area emiliana, toscana e piemontese. Nell’arco di cinque anni pubblica i dischi che la critica indica come fondativi del rock alternativo italiano degli anni novanta.

La sua importanza eccede il catalogo. Il C.P.I. è il primo caso italiano in cui un gruppo di musicisti costruisce un’infrastruttura editoriale propria e le dà un nome collettivo, producendo l’immagine di un movimento coeso a partire da band musicalmente distanti tra loro.

Le due radici

I Dischi del Mulo

Nel 1991, a Reggio Emilia, Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni fondano un’etichetta rivolta alle realtà musicali dell’Appennino. La dichiarazione di intenti gioca sull’assonanza con il decennio appena chiuso: il mulo è un animale legittimo nell’essere bastardo, sa camminare carico e sicuro, sa reggere e resistere, e in questo è testardo. Negli anni ottanta il Muro, nei novanta il Mulo.

I due arrivano dallo scioglimento dei CCCP – Fedeli alla Linea, il cui ultimo album, Epica Etica Etnica Pathos, esce nel 1990 in coincidenza con la caduta del muro di Berlino e la fine del referente simbolico su cui il gruppo aveva costruito la propria identità.

Il catalogo iniziale comprende gli Üstmamò di Mara Redeghieri, i Disciplinatha, i Wolfango e gli Acid Folk Alleanza di Fabrizio Tavernelli.

Sonica

A Firenze, nello stesso periodo, Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, entrambi provenienti dai Litfiba, fondano con i tecnici del suono Marzio Benelli, Giovanni Gasparini e Gianni Cicchi il centro di produzione Sonica, noto anche come Sonica Factory. Lo Studio Sonica di Calenzano diventa il luogo dove viene registrata buona parte del catalogo successivo.

La fusione del 1994

Nel 1994 I Dischi del Mulo e Sonica si uniscono, insieme a Baracca e Burattini di Paolo Bedini, l’etichetta degli Yo Yo Mundi. Nasce il Consorzio Produttori Indipendenti.

Riccardo Tesio dei Marlene Kuntz ha descritto la logica dell’operazione con chiarezza: si trattava di sfruttare l’analogia tra il nome del gruppo di Ferretti e Zamboni, il Consorzio Suonatori Indipendenti, e quello dell’etichetta, creando un marchio unico che raccogliesse realtà diverse. Un’etichetta virtuale, secondo la sua definizione, che attirò l’attenzione dei giornalisti e per questa via quella del pubblico.

Il meccanismo funzionò. Nella percezione della stampa musicale italiana della metà degli anni novanta, il C.P.I. diventa sinonimo di una scena.

Il catalogo

Catartica

Il 13 maggio 1994 esce l’album di debutto dei Marlene Kuntz, gruppo di Cuneo formato da Cristiano Godano, Riccardo Tesio e Luca Bergia. È il primo titolo in catalogo. La registrazione avviene allo Studio Sonica di Calenzano tra gennaio e marzo, con produzione artistica coordinata da Marco Lega e produzione esecutiva di Maroccolo.

La strada verso il disco passa dal concorso Rock Targato Italia e da una recensione su Rockerilla. La versione di Lieve incisa dai C.S.I. per la compilation In quiete, voluta da Ferretti che ascoltava il brano durante una convalescenza, funziona come moltiplicatore di visibilità.

Ko de mondo

Nello stesso 1994 i C.S.I. pubblicano il primo album, registrato in un piccolo comune del Finistère, in Bretagna. Il gruppo riunisce il nucleo emiliano dei CCCP e quello toscano uscito dai Litfiba, con l’aggiunta del chitarrista Giorgio Canali. Parte della critica indica questo disco come atto di nascita del rock italiano degli anni novanta.

Materiale resistente

Nell’aprile 1995, per il cinquantesimo anniversario della Liberazione, il C.P.I. cura un disco con diciotto reinterpretazioni di canti della Resistenza e brani originali sul tema. Il titolo si deve a Fabrizio Tavernelli. L’intento dichiarato era mettere in comunicazione due generazioni, quella del rock e quella dei partigiani.

Il concerto si tiene il 25 aprile 1995 a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, davanti a oltre seimila persone, con il sostegno del Comune di Correggio e della Provincia di Reggio Emilia. Davide Ferrario e Guido Chiesa ne ricavano un documentario, e le fotografie di Fabrizio Cicconi un libro.

È il momento in cui il progetto editoriale si dà una genealogia politica e la salda a un territorio.

Gli altri titoli

Nel catalogo figurano anche gli Ulan Bator, Giancarlo Onorato, Andrea Chimenti, oltre alle uscite di Üstmamò, Disciplinatha e Yo Yo Mundi.

L’indipendenza e la distribuzione

Nel caso del C.P.I. il termine indipendente riguarda il controllo artistico. La filiera distributiva resta quella dell’industria: Catartica passa da Phonogram. Il successo commerciale maggiore associato ai C.S.I., il primo posto nella classifica italiana di Tabula rasa elettrificata il 15 settembre 1997, avviene quando il gruppo è passato a Black Out, label del gruppo Mercury/PolyGram.

Questa doppia natura, autonomia editoriale dentro un sistema distributivo maggiore, è il tratto che distingue l’esperienza italiana degli anni novanta da modelli come quello della britannica Rough Trade, e viene spesso rimossa dalle ricostruzioni successive.

La chiusura

Il C.P.I. cessa l’attività il 29 gennaio 1999. I diritti passano alla Sonica Factory. Maroccolo motivò la decisione in termini sportivi, parlando di un ciclo che si era chiuso e della necessità di prenderne consapevolezza.

Dei molti nomi passati dal catalogo, pochi proseguono con continuità: i Marlene Kuntz, gli Ulan Bator, Giancarlo Onorato, Andrea Chimenti, e le carriere soliste di Ferretti, Zamboni e Canali.

Nota sulle fonti. La data del 29 gennaio 1999 è quella riportata dalle ricostruzioni enciclopediche e da parte della stampa di settore. La biografia ufficiale dei Marlene Kuntz colloca invece la fine dell’attività agli inizi del 2002. La discrepanza potrebbe dipendere dalla distinzione tra la chiusura del Consorzio e la successiva cessazione della Sonica Factory.

L’eredità

Il modello consortile non ha avuto seguito diretto. Le strutture indipendenti italiane successive, dalla Mescal alla Tempesta, adottano forme orientate alla costruzione di carriere individuali. L’aggregazione territoriale resta un tratto specifico dell’esperienza emiliana degli anni novanta.

Il passaggio generazionale più visibile riguarda Giorgio Canali, che nel 2004 diventa il primo artista esterno pubblicato dalla Tempesta con il progetto Rossofuoco.

Nel 2026, trentennale di Linea Gotica, i C.S.I. tornano sul palco con la formazione storica per il tour In viaggio, e Ferretti, Zamboni, Maroccolo, Magnelli, Canali e Ginevra Di Marco si ritrovano insieme per la prima volta dopo venticinque anni.

Portali correlati

Berlino. La città dove nel 1981 Ferretti e Zamboni si incontrano per la prima volta e dove nasce il gruppo che precede i CCCP. Il punto di origine dell’immaginario che il Consorzio porterà in Emilia dieci anni dopo.

La Via Emilia musicale. L’asse lungo il quale si dispongono sedi, studi e luoghi di questa vicenda, e la strada che Ferretti indicava come collegamento diretto con il nord, quando definiva Carpi la periferia estrema di Berlino.

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