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Marianne dei Fontaines D.C., legato all’albero

Reading Time: 3 minutesIl primo canto di Dopamine Chamber mi ha trovato legato all’albero, con l’equipaggio che remava e la cera nelle orecchie. Dopo il tratto di mare ho ordinato di virare e di tornare indietro.

copertina di Dopamine Chamber, quinto album dei Fontaines D.C
Reading Time: 3 minutes

Ulisse è l’unico a bordo che ascolta. Gli altri hanno le orecchie tappate con la cera e remano, lui si fa legare all’albero perché vuole sentire e sa di non poter resistere. La nave passa, il canto resta indietro, e la storia va avanti.

Con Marianne dei Fontaines D.C. io sono Ulisse e tu mi hai legato all’albero come ti ho ordinato. Non puoi sentire nulla perché ti ho messo della cera nelle orecchie ma quando il tratto di mare è passato, ti faccio invertire la rotta. Marianne è troppo bella e al suo canto non posso resistere, devo tornare a sentirla, a rivederla.

Ci siamo dentro di nuovo

Riparte con gli archi che si allargano e non chiudono mai. Conosco quel trucco, potrei spiegartelo mentre remi, ho passato la vita a smontare canti come questo. Lo riconosco al secondo esatto e ci vado dentro lo stesso.

Tieni il ritmo e non voltarti. Da qui in avanti smetto di mettere a fuoco qualsiasi cosa tranne lei. Tutto il resto perde i bordi e mi sembra normale, il che dovrebbe bastarmi come avvertimento.

La voce mi propone qualcosa

Mi dice di venire, di restare, di lasciarmi guidare. Mi assicura che può farmi sparire.

Il colpo arriva quando mi avverte che quello che sto vivendo è la mia vita e non un racconto. Chi vuole sedurti si guarda bene dall’avvertirti. Lei lo fa, e funziona meglio.

Il canto delle sirene ha sempre promesso una cosa sola, sapere. Il prezzo è il fondo del mare, e a nessuno è mai sembrato caro.

Quello che mi offre sono due strade. Continuare a sognare, oppure andare sotto i ferri. Due modi di scivolare sotto, uno che ti dai da solo e uno che ti danno, e io sto già valutando quale mi conviene.

Continua a remare.

Mi aggrappo a una parola

Chi va a fondo si aggrappa a qualsiasi cosa, e io mi aggrappo a una parola. Dalle sue parti indica quel tale, quello lì, uno che non nomini perché tanto sappiamo entrambi di chi si tratta.

Mi torna addosso Lou Reed, un uomo fermo all’angolo con i soldi in mano che non spiega a nessuno chi stia aspettando. Chi vive certe cose parla per allusioni, e chi è dentro capisce al volo.

Marianne mette una compravendita al centro del canto, e mi ci vuole metà traversata per accorgermi che la merce sono io.

Chi mi chiama sta annegando

A Marianne non fa nessuna differenza se io arrivo oppure no. Me lo fa sapere quasi subito, e io continuo ad avvicinarmi.

Quell’indifferenza è la sua natura. Una sirena non aspetta nessuno, sta lì, canta, e il tuo bisogno le è indifferente. La cosa che vale la pena raccontarti è un’altra: la voce che mi chiama è già sott’acqua. Chi canta insegue la stessa cosa che mi sta offrendo, e continua a giurare di essere ricambiato.

Mi consola per due secondi, il tempo di ricordarmi che il legato all’albero sono io.

Il mare torna un mare

Verso la fine i bordi ritornano. Il tratto di mare torna a essere un tratto di mare, l’acqua è acqua, e lei è ancora là, intatta, senza niente addosso di quello che è successo.

Quella nitidezza apparteneva al mio sguardo. Spento quello, resta una figura tra le tante su uno scoglio come tanti.

Il canto smette senza risolversi, esattamente come aveva cominciato.

Vira ancora

So anche perché ci ricasco. Potrei farti una lezione mentre remi: la sostanza che ci muove non premia chi ha ottenuto, tiene in piedi chi sta per ottenere, e alza il volume quando la cosa attesa resta incerta. Il posto verso cui ti sto facendo virare lo hanno chiamato Dopamine Chamber, e il nome è una descrizione tecnica.

Sapere come funziona la trappola, non mi ha mai fatto uscire da una trappola.

Ulisse ha resistito perché la nave proseguiva. Qui la nave la comando io, e il 16 ottobre quel tratto di mare diventa un oceano.

Non togliere la cera dalle orecchie, non ancora, almeno.


Note

Marianne è uscita il 18 agosto 2026 per XL Recordings. Anticipa Dopamine Chamber, quinto album dei Fontaines D.C., atteso per il 16 ottobre, prodotto da James Ford come già Romance del 2024.
Il disco è stato registrato tra Londra, l’entroterra inglese e Palermo, dove Grian Chatten ha inciso le voci dentro una cabina costruita con materassi e cuscini.
Le parole le ha cercate tra Venezia, Vienna e la Sicilia. Il gruppo annuncia sintetizzatori freddi, batterie marziali, campioni, diversi brani senza chitarra e gli archi del pop italiano degli anni Sessanta portati dentro qualcosa di artificiale. Il video è diretto da Dave Meyers.

Nel 2021 i Fontaines D.C. hanno inciso una cover dei Velvet Underground per il disco tributo I’ll Be Your Mirror.

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