Solo chi può sentirla trova la rotta. Da Città Di Frontiera a MakeMu, la storia segreta di Radio Atlantide raccontata da Massimo Siddi
Reading Time: 4 minutesIl progetto satellitare, un demo rimontato in 24 ore con Mattia l’ambidestro e un treno da Bologna verso la radio col cavallo: la rotta prosegue.
Sì lo so che quella è la copertina di ‘Atom Heart Mother‘ dei Pink Floyd! Cosa ha a che fare con la storia della nascita di Radio Atlantide te lo dico dopo, ora abbi pazienza un attimo perché non è semplice ricostruire i fatti così come effettivamente si svolsero, dopo tutto stiamo parlando di cose accadute in un tempo molto lontano e in un’altra galassia…
Da Play Studio verso Radio Atlantide
Dove eri rimasto? Ah sì, Silvia scopre il mio inganno ma mi commissiona uno script per la TV di Città di Frontiera e dopo averlo letto, praticamente mi manda a c… i siamo capiti, no?
Lo script però, da un costo di produzione di svariati miliardi di lire – ricorda che siamo tra il 93 e il 94, ancora non avevamo il “neuro” – non è buttato via, anzi costituisce un notevole passo in avanti rispetto alla versione radiofonica di Play Studio e verso la creazione di Radio Atlantide.
Perché, oltre ad aver messo insieme tutta una serie di concetti fino ad allora slegati, mi fa conoscere anche la tecnica della post-produzione, o meglio me la fa riscoprire visto che era ciò che avevo già fatto, molti anni prima a metà degli anni ’70, al Liceo Artistico con un progetto plastico – oggi non ho la minima idea di come si possa chiamare ma allora noi giovani freakettoni, così lo chiamavamo – basato sulle musiche di ‘Autobahn‘ dei Kraftwerk.
Ma anche in questo caso mi fermo qui, perché saresti di fronte ad una nuova deviazione del racconto e non è il caso di aprire l’ennesimo spin-off. A far casino basto io.
Bologna 1994, tra LatteMiele e Tam Tam Network
Jamiroquai mi serve, un po’ come nell’episodio precedente, per darti un riferimento temporale abbastanza preciso e dico abbastanza, perché sono il primo a non ricordarlo con esattezza. Siamo quindi più o meno, nel 1994 e lì mi trovo a rimbalzare tra Radio LatteMiele e Radio Malibù che poi diventerà Tam Tam Network e la sede bolognese di Clip Digital Studio, una delle migliaia di attività del grande amico Paolo Monesi. Sono anche però in giro per l’Italia con uno spettacolo dal vivo di canzoni e intrattenimento… ma no, non sono un musicista.
Città di Frontiera diventa una radio via satellite
Succede allora che, Paolo mi chiama per dirmi di preparare un progetto radiofonico – sì cioè una vera e propria radio – ma per il satellite – oggi non so come si potrebbe chiamare ma certo che se non era ibrida questa! – Dico: “Ma non c’è problema, ce l’ho!” Apro perciò il cassetto, una cancellatura qui, una variazione qua, via il chromakey … no Jimi, mi spiace non riesco proprio ad infilarti qui, sarà per una prossima volta. Et voilà, ecco pronta Città di Frontiera per il satellite ma tornata ad essere radio. “Benvenuti viaggiatori del banale, anche voi qui? Anche voi avete deciso per la dimensione criptata?…“
In orbita geostazionaria
Ora capirai bene che essendo a 36.000 chilometri dalla Terra, in orbita geostazionaria, un peletto me la tiravo sentendomi come Captain Kirk a cavallo della USS Enterprise pronto a sconvolgere la pace dell’FM terrestre così faticosamente conquistata. Stavo anche lucidando i miei phaser da battaglia mentre aggiornavo il diario di bordo, quando dal sub-spazio mi arriva un messaggio da Monesi che mi fa: “We Massimo, hai presente quel progetto per radio su satellite? – eh certo che lo so, eheheheheheh- Ecco non se ne fa niente, hanno deciso di fare una TV, Ciao!” Mo soccia che due maroni!
Mattia l’ambidestro e il demo in 24 ore
Ok, dai adesso fai conto che, non ricordo per quali motivi, incontro un mio carissimo e vecchio amico che qui chiamerò Mattia l’ambidestro – è chiaramente un nome di fantasia ma lui è tifoso del Bologna FC e da una settimana stiamo discutendo sul derby con Cagliari, la mia squadra del cuore. Eh ma se ci davano il rigore? E vabbè e se entrava quel missile di Ionita? sì però Barella era da espulsione… mavalà che JP10 ti ha graziato! Vabbè, 1-1 e palla al centro – non avendo ancora digerito il messaggio di Paolo ed essendo Mattia bello introdotto nell’ambiente, la propongo a lui che la trova ma ti dico, piuttosto bella.
Dopo 24 ore di duro lavoro, taglia qui, incolla là, cuci su, leva giù ecco pronti 15 minuti del nuovo demo di “Città di Frontiera” pronto a riconquistare l’FM.
Mattia: “Ca**o bello! Ma ti droghi a pensare queste robe qui?“
Io. “Macché sono bravino e buonino io, mica le faccio certe brutte cose!“
Mattia: “E a chi lo mandiamo?“
Io: “Mah, secondo me a quella radio lì, quella grossa grossa di Roma. A Milano mica le capiscono ‘ste robe qui e poi c’è sempre la nebbia“
Mattia: “Ah, quella col cavallo? Mmmmmh, sì ci penso io!“
Un treno per Roma, destinazione quella col cavallo
Fu così che una mattina del 1994 – oh, più o meno eh – io e Mattia l’ambidestro ci trovammo alla Stazione di Bologna per un treno che ci avrebbe portato a Roma.
… to be continued [cit.]
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