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Nave di Oseberg / Il vascello dell’ultimo viaggio

La nave di Oseberg, il vascello vichingo dell'ultimo viaggio, sepolta nell'834 con il suo corredo e ritrovata nel 1904.

By Vassia Atanassova - Spiritia - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38765946

Nel 1904, sotto un tumulo nella fattoria di Oseberg, vicino a Tønsberg in Norvegia, l’archeologo Gabriel Gustafson riporta alla luce una nave vichinga intera, sepolta intorno all’834 con due donne a bordo, una anziana e una più giovane. La nave è un capolavoro di quercia intagliata, e intorno ai due corpi sta un corredo intero: una slitta e un carro scolpiti, letti, tessuti, arredi, utensili, animali sacrificati. Tutto ciò che serve per un viaggio. La sepoltura di Gokstad, scavata nel 1880 a pochi chilometri, conferma il modello: nella tradizione norrena chi conta parte per la morte come per una traversata, e la nave è il veicolo.

Il rito lo racconta anche un testimone oculare. Nel 922 Ibn Fadlan, inviato del califfo di Baghdad presso i Bulgari del Volga, assiste al funerale di un capo dei Rus’, gli uomini del nord scesi lungo i fiumi: la nave tirata in secca, il morto vestito e adagiato a bordo tra offerte, cibo e bevande, gli animali sacrificati, e alla fine il fuoco che consuma tutto in un’ora. Un uomo dei Rus’ gli spiega il senso, con una punta di scherno per gli arabi che seppelliscono nella terra: il fuoco porta il capo dall’altra parte in un istante. La nave che brucia sull’acqua, l’immagine che il cinema ha reso universale, nasce da quella pagina.

Il mito norreno tiene la nave anche dal lato dei morti: Naglfar, il vascello fatto con le unghie dei defunti, che salperà alla fine dei tempi. La nave attraversa in entrambe le direzioni.

Il corredo della Voyager

La logica del corredo è la parte che parla ancora: chi parte viene equipaggiato con ciò che dovrà presentarlo dall’altra parte. Oggetti, provviste, bellezza, segni del rango. Nessuno attraversa a mani vuote. È la stessa logica con cui, nel 1977, un’altra civiltà ha caricato un disco d’oro con le proprie voci sul fianco di due sonde e le ha spinte oltre il confine del mondo conosciuto: la Voyager come nave funebre della specie, il corredo inciso nei solchi.

La nave di Oseberg oggi sta a Oslo, nel museo che custodisce i vascelli vichinghi: ferma per sempre, arrivata.

Il vascello porta. Il corredo presenta. Il fuoco, o il vuoto, attraversa.


I Condotti che si aprono da Nave di Oseberg

Helvegen — se la nave trasporta, il canto accompagna: la via per Hel e la voce che canta chi attraversa.

Voyager — le sonde gemelle lanciate nel 1977 oltre il confine del mondo conosciuto. L’ultima nave della specie.

Golden Record — il corredo del vascello spaziale: le voci della Terra incise in un disco d’oro, per presentarsi dall’altra parte.

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