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I Miei Dischi Alla Radio: “Cupe Vampe” – C.S.I.

Reading Time: 4 minutesCupe Vampe apre Linea Gotica (1996) dei C.S.I. con un incendio reale: il rogo della Vijećnica, la biblioteca nazionale di Sarajevo, distrutta nell’agosto 1992 mentre la guerra in Bosnia era ancora in corso. Ferretti e Zamboni la scrivevano mentre Srebrenica bruciava. Trent’anni dopo, l’inchiesta della Procura di Milano sui cecchini-turisti cambia il peso di ogni verso.

Copertina di Linea Gotica (1996) del Consorzio Suonatori Indipendenti: una vetrata policroma con al centro un edificio in fiamme, immagine del rogo della Vijećnica di Sarajevo cantato in Cupe Vampe.
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Non tutte le strade portano a Roma, anzi tutto considerato e visto che questo è una recensione de “I Miei Dischi Alla Radio”, molte strade portano in milioni di altri posti.

Per dire, qui si parte e si arriva a Sarajevo, un condotto della rete che ci porta ad un incendio.

Il Rogo Che Apre Un Disco

“Cupe Vampe” è la prima traccia di Linea Gotica, secondo album in studio del C.S.I., Consorzio Suonatori Indipendenti, pubblicato il 18 gennaio 1996 su PolyGram, attraverso l’etichetta Black Out. Dieci tracce, scritte a più mani.

Ferretti descriverà l’intero disco come lo specchio sonoro della propria epoca: “il suono del nostro tempo”, dirà, per quanto quel suono potesse risultare sgradito a molti.

Il brano apre l’album con un buio improvviso, il freddo che si insinua, una città che trema. Poi arrivano i versi che raccontano un incendio reale, quello della biblioteca di Sarajevo, e i libri scritti a mano dagli Ebrei sefarditi in fuga dalla Spagna secoli prima, custoditi in quella stessa città. Bruciano insieme alla memoria di un’intera regione: gli Slavi del sud, i Balcani, mentre proprio in quei mesi i caccia della NATO decollano dalle basi italiane di Aviano e Istrana per colpire le postazioni serbo-bosniache, l’Operazione Deliberate Force, agosto 1995.


Linea Gotica, Il Confine Del Dolore

“Cupe Vampe” nasce nel 1995, un anno prima della pubblicazione del disco. Giovanni Lindo Ferretti, in un’intervista a MTV del 1997, la definisce la canzone che meglio rappresenta l’intero Linea Gotica: un discorso sulla vita che a volte obbliga a misurarsi con il dolore, perché mentre il gruppo registrava, la guerra in Jugoslavia viveva il suo momento più acuto a poca distanza da loro, dall’altra parte dell’Adriatico. Ne risentivano, dice Ferretti, moltissimo.

Massimo Zamboni racconta lo stesso periodo con un dettaglio che pesa ancora oggi: componevano il brano negli stessi giorni in cui le truppe di Ratko Mladić compivano il massacro di Srebrenica, ottomila morti, dall’altra parte dell’Adriatico. “Questi parallelismi ti stendono”, dirà Zamboni anni dopo. Si interroga anche sul motivo per cui la distruzione dei luoghi della cultura, una biblioteca che brucia, colpisca a volte più delle perdite umane: forse perché in quel dolore apparentemente più distante si riesce ancora a guardare, senza essere sopraffatti dalla colpa.

Il brano non resta un caso isolato. Il C.S.I. dedicherà alla disgregazione della ex Jugoslavia anche “Nessuno Fece Nulla” e “Memorie Di Una Testa Tagliata”: tre canzoni che restano un’eccezione nella musica italiana di quegli anni, quando quasi nessun altro gruppo si misurava con quella guerra mentre accadeva, a un passo da casa.


L’Assedio Nella Canzone

Il 25 agosto 1992, durante l’assedio di Sarajevo, il fuoco delle artiglierie serbe colpisce la Vijećnica, la Biblioteca nazionale e universitaria della Bosnia ed Erzegovina. Prima dell’attacco, l’edificio custodisce un milione e mezzo di volumi, oltre centocinquantamila tra libri rari e manoscritti. Nell’incendio se ne perdono circa settecento tra manoscritti e incunaboli, insieme a una collezione unica di pubblicazioni bosniache risalenti alla metà del diciannovesimo secolo. Una bibliotecaria, Aida Buturović, muore mentre tenta di salvare i volumi dalle fiamme.

L’assedio della città durerà fino al 29 febbraio 1996, diventando il più lungo subito da una città in epoca di guerra moderna. Nei versi di Ferretti compare anche il riferimento ai cecchini appostati lungo quella che i sarajevesi chiamavano il viale dei cecchini, oggi Ulica Zmaja od Bosne, dove ancora oggi si trovano le cosiddette rose di Sarajevo, i segni delle granate riempiti di resina rossa.

Quei cecchini, si è scoperto solo di recente, non erano soltanto soldati regolari. Da alcuni mesi la Procura di Milano indaga su quello che la stampa ha ribattezzato “Sarajevo Safari”: cittadini stranieri, secondo le ricostruzioni giornalistiche in gran parte italiani, che tra il 1992 e il 1996 avrebbero pagato per essere portati sulle stesse alture e sparare sui civili della città assediata.

Bella la vita dentro un catino
Bersaglio mobile di ogni cecchino
Bella la vita a Sarajevo città
Questa è la favola della viltà

La Procura indaga

A febbraio 2026 un primo indagato, un ottantenne friulano, è stato iscritto nel registro per omicidio volontario continuato; ad aprile gli indagati risultavano già tre. Il procedimento aperto in Bosnia ed Erzegovina, dopo il documentario Sarajevo Safari di Miran Zupanič del 2022, resta per ora senza una svolta definitiva. I numeri esatti restano da accertare in sede giudiziaria, ma il quadro che sta emergendo rende il riferimento ai cecchini nei versi di Ferretti ancora più pesante di quanto sembrasse nel 1996.

Il giornalista Paolo Rumiz, nel suo libro Maschere per un massacro, ha descritto quel rogo come la distruzione dotata di “una vistosa forza metafisica” tra tutte quelle compiute durante la guerra. Una biblioteca che custodiva secoli di convivenza tra culture diverse, cancellata in poche ore.

Da CCCP a C.S.I.

Il Consorzio Suonatori Indipendenti nasce dall’incontro tra il nucleo emiliano dei CCCP – Fedeli alla Linea, Ferretti e Zamboni, e il nucleo toscano in uscita dai Litfiba, Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, affiancati dal chitarrista Giorgio Canali. La prima collaborazione risale al 1990, con Epica Etica Etnica Pathos, ultimo disco dei CCCP. Nel 1994 arriva Ko de mondo, debutto ufficiale del nuovo progetto. Poi, nel 1996, Linea Gotica, che molti considerano il capolavoro della band: nel 2012 Rolling Stone Italia lo inserisce all’ottavo posto nella classifica dei cento migliori album italiani di sempre.

Trent’anni Dopo, Il Rogo E La Rinascita

La Vijećnica ha riaperto nel 2014, dopo quasi diciotto anni di restauro, costato circa sedici milioni di euro, oltre la metà finanziati dall’Unione Europea. I libri non sono tornati, restano per sempre nella categoria di ciò che la guerra cancella senza rimedio. L’edificio sì: restituito alla città con gli stessi arabeschi, le stesse vetrate, la stessa scalinata in marmo.

Il 2026 segna il trentennale di Linea Gotica. È anche l’anno in cui il C.S.I. torna sul palco con la formazione storica al completo, Ferretti, Zamboni, Maroccolo, Di Marco, Magnelli e Canali, per il tour In Viaggio, con prima data il 28 agosto a Marzabotto, a Montesole. Lo stesso anno della reunion dei CCCP, lo stesso periodo in cui Ferretti porta in scena lo spettacolo teatrale Percuotendo. In Cadenza.

Linea Gotica compie trent’anni nel 2026, lo stesso anno in cui il gruppo torna sul palco con il tour In Viaggio. La Vijećnica è stata ricostruita da più di un decennio. Restano da accertare i nomi dei cecchini di allora, e l’inchiesta della Procura di Milano è ancora aperta.

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