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Odino – Il prezzo della conoscenza

Odino, il dio norreno che cede un occhio per la conoscenza, nell'iconografia ottocentesca del Viandante con i due corvi.

By Georg von Rosen - Appeared in the 1893 Swedish translation of the Poetic Edda. Immediate source: http://www.ginnungagap.info/gge_pic6.asp (accessed July 14th 2005). Taken from the English Wikipedia., Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=225899

Nella mitologia norrena la conoscenza si compra, e Odino paga due volte. La prima alla fonte di Mímir, Mímisbrunnr, che scorre sotto una delle radici di Yggdrasil: per bere un solo sorso dell’acqua che contiene la sapienza del mondo, il dio cede un occhio, che resta sul fondo della fonte. La seconda sull’albero stesso: l’Hávamál racconta di Odino appeso per nove notti ai rami di Yggdrasil, ferito dalla sua stessa lancia, sacrificato a se stesso, senza pane e senza acqua, finché non scorge le rune nel profondo e le afferra urlando. Un occhio per la sapienza, il corpo per la scrittura.

Il baratto ha una struttura precisa: si rinuncia a un modo di vedere per ottenerne un altro. Odino diventa il dio che vede lontano, il regno dei morti, il destino, la fine dei tempi, e per questo cammina nel mondo guercio, incappucciato, sotto nomi falsi. I suoi due corvi, Huginn e Muninn, pensiero e memoria, volano ogni giorno sul mondo e tornano a riferirgli tutto: il dio compensa con occhi altrui la vista che ha ceduto. La veggenza norrena funziona così, per scambio: chi vede oltre paga con qualcosa di vicino.

Il veggente di Kattegat

La figura attraversa le rinascite moderne dell’immaginario nordico. Il Wotan di Richard Wagner, nel Ring, è il dio con un occhio solo che ha pagato l’altro alla fonte, e vaga per il mondo come Viandante avvolto nel mantello. Nella serie Vikings, il Veggente di Kattegat, il profeta senza occhi che parla per enigmi, viene letto da molti spettatori e commentatori come una figura odinica: la serie tace, ma la matematica del personaggio è quella del mito, cecità in cambio di visione.

E in quella matematica sta la sua attualità: ogni sapere costa un organo. Chi vede il lontano perde il vicino, chi ottiene le rune resta appeso all’albero. Il mito fissa il prezzo e lascia aperta la domanda su chi sia disposto a pagarlo.

L’occhio resta nella fonte. Le rune restano nella mano. Il conto resta aperto.


I Condotti che si aprono da Odino

Helvegen — il canto della via per Hel chiude con le strofe dell’Hávamál e il verso sull’occhio ceduto: il dio dentro il canto funebre.

Axis Mundi — Yggdrasil è l’albero del mondo: alle sue radici la fonte della sapienza, ai suoi rami il dio appeso.

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