Testo integrale tratto da una bozza ritrovata, scritta nei primi anni ‘90 e custodita in una sorta di time capsule. Un documento raro e visionario, che anticipa molte delle tematiche oggi considerate centrali nella narrazione transmediale. All’epoca, l’autore parlava di “ipermedialità”, senza ancora conoscere l’espressione oggi più diffusa. Questo testo segna il punto zero del viaggio.
APPUNTI PER “Città di frontiera” – TRASMISSIONE TELEVISIVA A CARATTERE MUSICALE
PRIMA STESURA DEL DEFINITIVO
L’IDEA:
Un’idea nata da un’esperienza maturata nell’arco di 17 anni trascorsi sempre a contatto con la musica, da un doppio punto di vista: come promotore e come semplice fruitore. Cercherò, con il maggior sforzo di sintesi possibile, di spiegare, portando anche molti esempi, come e perché “Città di Frontiera” potrebbe diventare una trasmissione televisiva. (Il nome che ho scelto per questo progetto è esemplificativo; altro non è che il titolo di una vecchia trasmissione radiofonica da me ideata e condotta tra il 1986 e il 1987. Trasmissione che per me ha un grande valore, perché da lì nasce il concetto di base che andrò a spiegare).
IL CONCETTO:
Potendo definirlo con una sola parola direi: Ipermedialità. Il tentativo di costruire una trasmissione che non abbia tempi e testi prestabiliti, che lasci sempre aperta la possibilità di “navigare” all’interno di nuovi argomenti che sembrano nascere sul momento.
Faccio un esempio molto di moda: la grande ragnatela di Internet, dove mi collego per cercare informazioni su un argomento e alla fine mi ritrovo da tutt’altra parte, in tutt’altro luogo, guidato unicamente dalla mia personale logica, nel tentativo di organizzare il disordine.
Il concetto si muove sull’esempio degli scritti ipertestuali, dove la parola in blu è per noi la finestra che ci porta dentro un nuovo argomento che, nelle strutture televisive “classiche”, è la rubrica, l’ospite, la televendita, il collegamento con l’inviato ecc.
LA PROPOSTA:
Il nostro studio sarà quindi una città, il villaggio globale creato con l’aiuto del computer e dell’animazione 3D. (Vedi “Robocop” il serial).
Una città ipertestuale che potrà contenere il Duomo di Milano con sullo sfondo la Statua della Libertà, o palazzi assolutamente di fantasia. Il presentatore sarà in una esterna ipermediale da dove partire con l’argomento scelto per la puntata e muoversi in qualsiasi direzione, senza che esistano stacchi, stop o “passiamo la linea a…”
Il suo ruolo potrà essere quello della guida turistica che porta in giro i telespettatori, che gli fa conoscere i locali, i negozi della città, o del detective dell’improbabile che una telecamera virtuale segue nei suoi itinerari.
Da questo punto di vista, la trasmissione potrà di fatto assumere i caratteri del vero e proprio serial, una sorta di Twin Peaks musicale con… il seguito alla prossima puntata.
La nostra Città di Frontiera, abitata da esseri umani e creazioni animate dal computer, come ogni città avrà dei luoghi che ritroveremo: discoteche, bar o caffè degli artisti, negozi d’abbigliamento e, naturalmente, sala teletrasporto e cancelli ipermediali (vedremo poi perché…)
Queste saranno le nostre “rubriche” dove poter parlare di concerti, di novità discografiche ecc., poter poi intervistare artisti senza essere costretti a “voltare pagina”, perché tutto si svolgerà in tempo virtuale.
ESEMPIO NARRATIVO:
Il presentatore entra nell’androne dell’Iperporto della Città di Frontiera. È appena giunto con un volo antimateria per risolvere un mistero che potrebbe trasformarsi in una catastrofe per il mondo reale.
Si è creata una distorsione ritmo-temporale, una sorta di strappo nella dimensione parallela che rischia di mettere a repentaglio tutte le conoscenze musicali finora acquisite. Lo strappo ha provocato una fuoriuscita di elementi che stanno ribaltando le conoscenze umane. Se passate in questi giorni nel mondo reale vi potrebbe capitare di sentire parlare di Prince come astro nascente della country music (!).
L’unico luogo dove è possibile rimettere ordine a tutta la storia è la Città di Frontiera, perché essa è memoria virtuale e contiene in perfetto equilibrio passato, presente e futuro. Il nostro protagonista è il massimo esperto mondiale in fatto musicale. A lui il compito di incontrare i personaggi che hanno animato, animano e animeranno la scena musicale del mondo reale.
Lo scopo finale è trovare il responsabile dello strappo, metterlo in condizione di non nuocere e riportare tutto come era.
SVILUPPO:
Da qui parte una narrazione che attraversa la Discoteca Pinco Pallino (con show virtuale di Lucio Dalla), la saletta delle domande interattive, la stanza dei fumetti, il caffè degli artisti dove dialogare con Piero Pelù, fino alla rigenerazione virtuale di Jim Morrison per un’intervista impossibile.
ISPIRAZIONI E RIFERIMENTI:
Total Recall, Chi ha incastrato Roger Rabbit?, Terminator 2, Jurassic Park, Frequenze Pericolose, Il Tagliaerbe, Toys, White Palms, Nightmares Serial, Shampoo Mantovani, Il piccolo Buddha, Tron, True Lies, Last Action Hero, ZooTV U2, Stargate… e molti altri.
Testo originale non editato, conservato per ragioni storiche e documentarie. Ogni riferimento visivo, filmico e musicale è parte integrante della costruzione immaginaria e ipermediale proposta dall’autore.
