Sikitikis – Dischi Fuori Moda

Forse i tempi cupi sono finiti, o forse è solo il nostro solito, continuo lamento senza ragione, oppure è solo un caso che ci fa dire che forse finalmente in Italia qualcosa si muove. E se invece, non fosse un caso?
Gruppi e artisti come , , , , , , e un altro “centinaio” di personaggi di grande spessore artistico che non cito ma solo per brevità, si stanno imponenedo giorno dopo giorno alla nostra attenzione. A noi il compito di sostenerli e promuoverli.
Artisti veri che certo non hanno bisogno di passare per orribili trasmissioni televisive o formarsi in inqualificabili  scuole (sempre televisive) più interessate all’audience che al talento.

Gente che nasce in cantina come si diceva una volta con un’espressione oggi fuori moda, proprio come i fantastici e il loro ultimo travolgente lavoro, ““, appunto.
Questi straordinari e granitici artisti sardi ci regalano uno dei più bei album di questo primo scorcio d’anno con una serie di pezzi tutti col potenziale del singolo, “Tu Sei Muta Io Sono Sordo“, l’accattivante “Tsunami“, il singolo d’apertura “Voglio Dormire Con Te” e ancora “Liberateci Dagli Italiani” che è quasi un manifesto oltre che un titolo favoloso per una rubrica da dedicare alla musica italiana.
In certi monenti, i Sikitikis mi ricordano il primissimo Vasco Rossi, quello sconosciuto ai più con quell’enorme carica d’ironia che lo rendeva davvero unico.

Non so dire se finalmente i tempi sono cambiati e se con la potenza del vento della nostra meravigliosa isola, tutto questa insopportabile “scenetta” italiana possa essere spazzata via per lasciare posto a chi ha davvero qualcosa da dire. Posso però dire che  grazie a Sikitiks e a tutti gli altri, quel impetuoso maestrale si può alzare e fare del nostro un cielo sempre più blu.

Sikitikis – Dischi Fuori Moda

TrackLIst:

01. Tu sei muta, io sono sordo
02. Tsunami
03. Voglio dormire con te
04. Salvateci dagli Italiani
05. Amore sul Mac
06. Malamore
07. Tiffany
08. Uccidere compagni di scuola feat. Vince Vasi
09. Wilson
10. L’ultimo dei superstiti
11. Avere trent’anni