feb 23 2012
Il Diritto d’Autore
Sono riuscito a far pubblicare di nuovo una bellissima pagina sul diritto d’autore nel mondo.
Un lavoro fantastico il cui autore Remo Rombi, merita la nostra standing ovation e la massima diffusione per il suo lavoro.
L’articolo è forse un po’ datato ma può essere l’occasione buona per dare a Remo Rombi una mano con eventuali integrazioni, proprio oggi che si fa forte in Italia la discussione sul monopolio legale della S.I.A.E.
Qui il sito dell’autore e la pagina che pubblico
http://www.remorombi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=142&Itemid=103
Il Diritto d’Autore
“Il punto sulle diverse legislazioni nazionali e sull’organizzazione delle Società degli autori in Europa e negli altri Paesi maggiormente industrializzati. Le nuove tecnologie rappresentano una nuova opportunità per la diffusione delle opere, ma anche uno strumento imprescindibile per l’attività di intermediazione dei diritti. Alla sfida della globalizzazione le Società di diversi Paesi rispondono creando alleanze strategiche.
La Commissione Europea, nell’audizione del mese di Novembre 1999 convocata dalla Direzione Mercato Interno, ha puntato i riflettori sull’attività di gestione collettiva dei diritti, svolta con modalità fortemente differenziate negli Stati membri da organizzazioni rappresentative dei titolari dei diritti d’autore o dei diritti dei produttori fonografici o ancora degli artisti interpreti ed esecutori.Quest’attività ha assunto un’importanza cruciale nell’ultimodecennio per tutti gli usi che la tecnologia digitale promette, in futuro, di rendere analiticamente controllabili grazie a criptazione, watermarking e ECMS (Electronic Copyright management Systems), usi che, tuttavia, per il momento rimangono in larga misura oggetto di uno sfruttamento abusivo o non remunerato.
La commissione europea sta studiando la materia nella prospettiva di una armonizzazione dei regimi nazionali che, in quanto fortemente differenziati, sono potenzialmente contrastanti con le norme del Mercato Unico sulla libertà di stabilimento e di prestazioni di servizi. Per avere un quadro delle diverse situazioni nazionali nel campo delle Società degli autori – tralasciando i diritti connessi che sono, prima ancora che organizzativamente, giuridicamente disomogenei a livello internazionale – conviene analizzare gli asseti delle organizzazioni nazionali in Europa e nei Paesi maggiormente industrializzati.
In generale, la gestione collettiva è la regola per quanto riguarda i diritti di esecuzione di opere musicali, mentre conosce eccezioni per quanto riguarda il diritto di riproduzione delle stesse opere. La dimensione economica del fenomeno è molto più rilevante in campo musicale che negli altri settori della creatività; tuttavia gli effetti dell’innovazione tecnologica sulle modalità di utilizzazione delle opere fanno emergere l’esigenza della gestione collettiva anche in settori ai quali in passato era ritenuta inadatta.
In tempi recenti, numerosi Paesi europei hanno introdotto norme a favore degli autori delle opere audiovisive, che mantengono alcuni diritti a remunerazione anche dopo la cessione dei diritti esclusivi sul loro contributo. Di conseguenza sono state istituite diverse Società per l’amministrazione di questi compensi, in primo luogo la remunerazione per copia privata e per ritrasmissione via cavo: sono Società per i diritti audiovisivi la maggior parte dei nuovi membri della CISAC (Confederation Internationale des Auteurs et Compositeurs), l’associazione mondiale cui aderisce la totalità delle Società di Autori e Compositori.
Come si vedrà nella rassegna che segue, necessariamente sommaria e divisa in due parti, una dedicata all’Europa e una al resto del mondo, la situazione delle opere letterarie, di quelle liriche e drammatiche e delle opere delle arti figurative si presenta notevolmente diversificata.
Argentina
L’istituzione della Società argentina per la gestione delle opere musicali SADAIC (Sociedad Argentina de Autores y Compositores de Musica) coincide con l’emanazione della legge sul diritto d’autore del 1933. La SADAIC nasce dalla fusione delle due precedenti Società per i diritti musicali, come associazione civile con scopi culturali e mutualistici. Questa origine pone a carico della SADAIC l’obbligo di svolgere attività di sostegno agli autori in stato di necessità, sono forma di prestazioni previdenziali.
Nel 1968 la legge ha riconosciuto alla SADAIC il monopolio nella rappresentanza dei compositori e degli autori e l’ha sottoposta al controllo statale attraverso revisori nominati dal Ministero della Giustirzia e da quello della Sicurezza Sociale. Nel 1969, questa esclusiva è stata estesa in modo da ricomprendere anche gli aventi diritto stranieri e le Società di autori estere.
L’altra Società argentina ARGENTORES (Sociedad General de Autores de la Argentina), che amministra le opere drammatiche e letterarie e le opere cinematografi che e televisive dei suoi membri e delle Società straniere. Questa Società, che non rappresenta categorie industriali, è stata riconosciuta per decreto nel 1973 come unica associazione rappresentativa degli autori letterari, drammatici ed audiovisivi, e -pur essendo di natura privata senza scopo di lucro- è assoggettata al controllo statale attraverso l’lstituto di azione mutualistica.
Australia
La diversità della tradizione anglosassone rispetto all’assetto prevalente nei Paesi di matrice giuridica latina si riscontra anche nella realizzazione del sistema di gestione collettiva dei diritti. Anche in Australia, come in Gran Bretagna e negli USA, la legge sul diritto d’autore non disciplina il settore e, tanto meno, stabilisce esclusive a favore di organizzazioni determinate.
La APRA (Australasian Performing Right Association) è stata fondata nel 1926, come privata associazione di autori, compositori ed editori musicali, per la tutela dei diritti di esecuzione e di diffusione. Le licenze della APRA, come quelle della PRS in Gran Bretagna, riguardano soltanto i piccoli diritti e non si estendono alla rappresentazione in forma scenica o mediante azione drammatica.
Nel 1956 è stata istituita in forma di agenzia la Copyright Owners Reproduction Society Ltd per l’amministrazione dei diritti di riproduzione in campo musicale, poi trasformata nel 1972 nella AMPAL (Australasian Music Publishers Association Limited), che agisce oramai solo come associazione di categoria, mentre l’attività amministrativa è svolta dalla AMCOS (Mechanical Copyright Owners Society. Quest’ultima opera come ufficio centralizzato per la concessione di licenze fonografiche e videografiche soprattutto in settori commerciali di modeste dimensioni, mentre i produttori più importanti ottengono licenze dirette dagli editori musicali maggiori.
Nel 1974 è stata creata la CAL, Copyright Agency Ltd, che è il braccio operativo dell’associazione degli editori librari e della Australian Society of Authors. La CAL si occupa principalmente di reprografia, sulla base delle disposizioni legislative che hanno introdotto nel 1968 una forma di licenza legale nel settore della fotocopia delle opere a stampa.
In Australia esiste dal 1995 anche una organizzazione per la tutela delle arti visive VISCOPY della quale sono membri pittori, designer, scultori, fotografi, cartoonist e autori multimediali. Una particolarità di questa Società è la tutela dell’arte degli aborigeni.
Per l’audiovisivo sono state costituite di recente due diverse organizzazioni che aderiscono alla AIDAA (Association Internationale des Auteurs de l’Audiovisuel) e che fanno parte del Copyright Council australiano.
La Società australiana per gli autori di film ASDACS (Directors Authorship Collecting Society) è un’organizzazione senza scopo di lucro creata nel 1995 per la riscossione dei compensi per copia privata, ritrasmissione via cavo e diritti di noleggio video, come filiale operativa delle organizzazioni sindacali dei registi. La sua attività riguarda i territori di Australia e Nuova Zelanda. La ripartizione è basata sulla banca dati che la Società ha costituito anche con l’ausilio dell’APRA, con costi di amministrazione che, negli anni di avviamento della attività, hanno toccato il 30%.
La storia e la struttura della AWGACS (Australian Writers’ Guild Authorship Collecting Society Limited), che rappresenta sceneggiatori e soggettisti, sono parallele a quella della collecting Society dei registi. Il suo consiglio di amministrazine è formato da tre componenti nominati dalla Australian Writers’ Guild (la associazione sindacale fondatrice) e da due compnenti eletti dall’assemblea dei membri.
Belgio
La legge sul diritto d’autore del 1994 stabilisce la disciplina generale relativa alle Società per la gestione collettiva dei diritti. Ogni organizzazione che agisca come intermediario nel campo dei diritti d’autore e dei diritti connessi è soggetta a tale disciplina, indipendentemente dalla forma legale prescelta, che può variare dalla cooperativa senza scopo di lucro alla società di capitali. In ogni caso, gli associati devono appartenere alle categorie degli aventi diritto previste dalla legge. Tutte le Società devono preventivamente munirsi di una autorizzazione, concessa con decreto ministeriale secondo condizioni stabilite dall’apposito decreto del 1995. La supervisione spetta al Ministero della Giustizia e non riguarda solo la legittimità degli atti costitutivi, ma anche il rispetto degli obblighi contrattuali nei confronti dei membri, degli utilizzatori e delle consimili organizzazioni straniere. Le disposizioni di legge belghe recepiscono i principi comunitari sul frazionamento dei diritti da affidare alle Società. Sono applicabili alle Società le disposizioni in materia di tutela della concorrenza sia nazionali che comunitarie.
La Società degli autori storica del Belgio è la SABAM (Société Belge des Auteurs Compositeurs et Editeurs) che, come la SIAE e la spagnola SGAE, è una Società à branches multiples, gestisce cioè diritti relativi a diversi tipi di opere, spaziando dalla musica alla letteratura, dalle opere del grande diritto alle arti visive.
Le specificità linguistiche sono inoltre all’origine del fatto che, per le opere drammatiche ed audiovisive, operino in Belgio due Società: accanto alla SABAM, infatti, è attiva la francese SACD, che cura direttamente gli interessi dei suoi aderenti per tutte le utilizzazioni in lingua francese. Allo stesso modo anche la SCAM (Société Civile des Auteurs et Compositeurs), per le opere letterarie e documentarie, ha aperto un ufficio per il territorio belga ed agisce in concorrenza con la SABAM per le opere in lingua francese.
È stata creata nel 1979 una nuova Società per i diritti alle arti visive, la SOFAM (Soaciété Multimedia des Auteurs des Arts Visuels), che ha vocazione alla tutela dei fotografi e compie anche ricerche su commissione circa la titolarità dei diritti di opere fotografiche o artistiche di autori non aderenti ad alcuna Società, fornendo un servizio di intermediazione caso per caso nei confronti degli utilizzatori che intendano riprodurle.
Brasile
Nella situazione dei paesi dell’America del sud, in generale tutt’altro che ideale per la gestione dei diritti d’autore e dei diritti connessi, il Brasile rappresenta un esempio limite di confusione e conflittualità tra diverse organizzazioni, con effetti deplorevoli quanto alla protezione dei diritti.
Le fonti normative su cui si basa la attività di gestione dei diritti in Brasile sono la costituzione, che stabilisce il principio della libertà di associazione e la legge sul diritto d’autore, che fissa tra l’altro i principi che le Società devono rispettare, sia nelle loro regole elettorali e contabili che di governo della struttura.
Spetta invece all’ECAD (Escritorio Central de Arrendação e Distribuição) fissare le tariffe, in modo differenziato per i diversi usi e per le diverse zone del Paese, con effetti molto simili a forme di licenza legale e riscuotere i diritti da suddividere tra le diverse organizzazioni operanti nel Paese in proporzione alla rispettiva rappresentatività.
È vietato per legge alle Società straniere operare in Brasile, se non attraverso contratti di reciproca rappresentanza con un’organizzazione locale. Si fa fatica ad elencare le Società brasiliane che sono tanto numerose quanto, in prevalenza, inefficienti.
La più antica è la SBAT fondata nel 1917 e dichiarata Società di pubblico interesse nel 1920. Opera nel campo dei grandi diritti per gli autori drammatici, audiovisivi e musicali.
La UBC (Uñiao Brasileira de Compositores) è attiva dal 1942 nel campo del piccolo diritto musicale ed è stata riconosciuta di pubblico interesse nel 1949. In seguito, la UBC ha iniziato ad occuparsi anche di diritti di riproduzione fonografica.
La SBACEM (Sociedade Brasileira de Autores Compositores e Escritores de Mùsica) è stata costituita nel 1946 a Rio de Janeiro e amministra i diritti di esecuzione dei suoi membri.
Nello stesso campo opera la SICAM (Società indipendente dei Compositori e Autori Musicali) che, a differenza delle due precedenti, ha la sua sede a San Paolo ed è nata nel 1960 da una scissione delle Società preesistenti, dovuta a dissensi sulle regole di riparazione.
Nel 1966, gli editori musicali, insoddisfatti dell’amministrazione delle Società degli autori, diedero vita ad una ulteriore organizzazione, la SADEMBRA (Sociedade Administradora de Direitos de Execução Musical do Brasil), che è stata la più costante avversaria del sistema di gestione collettiva assoggettato alla autorità dell’ECAD.
La principale organizzazione per i diritti di riproduzione è l’ADDAF (Associação Defensora de Direitos Artisticos e Fonomecanics), alla quale possono aderire autori e compositori come pure editori.
Alcune Società minori, come la AMAR e la SOCINPRO sono sorte inizialmente per la tutela degli artisti ma hanno anche avviato un’attività di gestione di diritti d’autore, aggiungendosi al numero già elevato di organizzazioni operanti nel settore.
Non si può dire che la quantità abbia avuto effetto positivo sul livello del servizio e sull’efficacia dell’azione delle Società, se è vero che il Brasile – che pure ha una tradizione musicale e vanta un repertorio nazionale tra i più noti al mondo – rimane agli ultimi posti in una teorica classifica dei rapporti diritti d’autore/reddito procapite.
Canada
La legge canadese sul diritto d’autore non contiene alcuna diretta indicazione sulle organizzazioni per la gestione dei diritti, ma, a partire dal 1989, questa attività è assoggetta al controllo del Copyright Board e dell’Autorità Antitrust (Director of Investigation and Research). Nel 1997 è stato introdotto un generico obbligo per le Società di rispondere entro un ragionevole periodo di tempo alle richieste del pubblico sul loro repertorio. Secondo l’ordinamento canadese, la disciplina in materia di comunicazione e di cultura trova le sue fonti a livello federale e regionale.
La particolare situazione del Canada sotto questo profilo e la sua prossimità agli USA, sono state all’origine della pluralità di organizzazioni nel campo dei diritti musicali, soltanto in parte superata alla fine degli anni ’80 per quanto riguarda i diritti di esecuzione, attualmente gestiti dalla SOCAN (Society of Composers, Authors and Publishers of Canada), nata dalla fusione tra CAPAC e PROCAN. Con la sua adesione alla International Music Joint Venture, la SOCAN dovrebbe diventare la centrale di documentazione in materia di audiovisivi (colonne sonore di film, telefilm e serie), sulla base delle informazioni fornite dai produttori.
La SPACQ ha il carattere di sindacato di categoria degli autori francofoni. Per i diritti fonomeccanici ci sono due Società, con caratteristiche ampiamente differenti, entrambe associate al BIEM (Bureau International des Sociétés Gerant les Droits d’enregistrement et de réproduction mécanique): la CMRRA e la SODRAC.
La CMRRA (Agenzia per i diritti di riproduzione meccanica) ha sede a Toronto e rappresenta esclusivamente gli editori. Si tratta di un’agenzia senza scopo di lucro, fondata nel 1975 da un gruppo di editori musicali canadesi, simile alla statunitense HARRY-FOX AGENCY. Uno degli scopi originali dell’organizzazione era quello di ottenere l’abolizione della licenza legale. La modifica del Copyright Act canadese è stata approvata nel 1988 e, da allora, l’agenzia negozia il tasso e le condizioni del compenso per la riproduzione meccanica ed amministra alcuni diritti di sincronizzazione.
La SODRAC (Société du Droit de Reproduction des Auteurs, Compositeurs et Editeurs), fondata nel 1985 a Montreal, assomiglia alle Società di autori europee del settore, con l’aggiunta nel 1997 di una sezione specificamente dedicata alle opere d’arte, comprese quelle qualificabili come di artigianato artistico.
Nel campo delle arti visive sono attive anche la VISART e la SODART (Société de Droits en art visuels). Per la reprografia delle opere a stampa è stata fondata la CANCOPY.
La francese SCAM ha aperto un ufficio in Canada per la tutela delle opere letterarie, documentarie ed audiovisive in lingua francese, ma c’è da osservare che, per i diritti degli autori radiotelevisivi e cinematografici, esiste in Canada da l 1949 anche la SARTEC un’associazione professionale che elabora contratti collettivi ed agisce a tutela degli interessi degli autori nei confronti dei poteri pubblici. Tra le sue attività, rientrano quelle di tipo sociale per i suoi iscritti (assicurazione vita, invalidità e malattia) e un servizio di deposito di manoscritti.
Germania
In concomitanza con l’emanazione della legge sul diritto d’autore nel 1965, è stata anche approvata in Germania la legge sull’amministrazione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi, successivamente modificata varie volte. Tale legge regola in modo generale questa attività, prevedendo l’obbligo per le imprese del settore di ottenere la preventiva autorizzazione del Patentamt tedesco, ufficio che ha anche compiti di supervisione. Inoltre la legge prevede forme di arbitrato obbligatorio per controversie tra le società di gestione e le associazioni degli utilizzatori in materia di tariffe e di contratti.
La legge tedesca consente che più società possano amministrare la stessa categoria di diritti, escludendo in teoria il monopolio legale da parte delle organizzazioni autorizzate, che sono altresì sottoposte al controllo della autorità Antitrust tedesca (Kartellamnt).
La GEMA, Società che amministra i diritti sulle opere musicali e che è anche la più antica e la più strutturata in Germania, ha assorbito dopo il 1989 anche i repertori e i rapporti attivi e passivi di cui era titolare la Società della Repubblica Democratica tedesca AWA. La GEMA amministra i diritti di esecuzione e i diritti di riproduzione meccanica ed è la Società europea con i maggiori incassi. Oltre alla GEMA esistono in Germania numerose altre organizzazioni, la cui importanza è crescente in relazione all’aumento di utilizzazioni difficilmente controllabili delle opere letterarie ed audiovisive.
Nel settore delle opere letterarie, scientifiche e giornalistiche opera la WORT (Verwertungsgesellschaft), che amministra anche i diritti reprografici e i diritti dei soggettisti di opere cinematografiche.
In campo cinematografico, per i registi e gli sceneggiatori, è attiva la Società di gestione BILDKUNST, che ha anche mantenuto la sua competenza per le arti figurative, sia per i diritti di riproduzione grafica che per il diritto di seguito.
Gli interessi dei produttori cinematografici, televisivi ed audiovisivi sono curati da diverse organizzazioni, tra cui la VFF, la GWFF e la GUFA.
Tra le Società tedesche esistono forme di collaborazione operativa in diversi settori, il più importante dei quali è la copia privata, per cui la ZPU (Zentralstelle fur Private Uberspielungsrechte) effettua la riscossione e la suddivisione dei compensi.
Di recente istituzione è la CMMV (Organismo multimediale delle Società di gestione di diritti d’autore e diritti connessi), ossia una sorta di “sportello unico” per le utilizzazioni multimediali. La formazione della CMMV nel 1996 ha rappresentato la risposta delle Società di riscossione tedesche alle necessità specifiche del mercato multimediale. Tutte le Società tedesche sono membri di questa Società a responsabilità limitata. Ai sensi dell’art.1 del suo Regolamento, scopo dell’attività della CMMV è la promozione di negoziati tra i produttori e/o utenti di prodotti e servizi multimediali, da un lato, e gli aventi diritto, dall’altro, anche tramite l’attività di raccolta e l’inoltro delle informazioni su opere specifiche e relativi aventi diritto; l’intermediazione per la produzione e/o l’utilizzazione di prodotti e servizi multimediali tra produttori o utilizzatori ed aventi diritto o relative Società di riscossione; la rappresentanza di Società o organismi esteri aventi i medesimi scopi. Per il momento, la CMMV opera come mero centro informazioni. Le Società che ne fanno parte decideranno in futuro se questa dovrà operare anche in qualità di organismo di rilascio licenze per conto degli aventi diritto o delle consociate.
La ZBT (organizzazione centrale per i diritti nelle biblioteche) ha la finalità di riscuotere le royalty derivanti dal prestito di opere, in particolare libri, riviste e supporti audio e audiovisivi, a biblioteche pubbliche, biblioteche parrocchiali e aziendali. I soci dello ZBT sono: WORT, BILDKUNST e GEMA. La WORT è responsabile della gestione.
Il Centro Noleggio Video ZVV è stato fondato nel 1980 come società di diritto civile. Sua finalità è quella di rilasciare licenze per il noleggio di supporti audiovisivi per conto di GEMA, WORT, BILDKUNST, GUFA, GWFF, VGF e GVL. La GEMA è responsabile dell’amministrazione e le sedi territoriali della GEMA provvedono alla riscossione dei diritti per conto della ZVV.
La ZFS è stata fondata nel 1986 per riscuotere le royalty per l’attività di fotocopia nelle scuole. La licenza legale prevista dalla legge per i testi librari e i giornali e integrata da una licenza separata concessa dalla Musikedition per fotocopiare gli spartiti musicali. Le consociate ZFS sono WORT, BILDKUNST e MusikEdition. La WORT è responsabile della amministrazione.
ZWF (Organizzazione Centrale per la Comunicazione delle Opere Televisive) agisce dal 1992 nel campo della ritrasmissione via cavo e della comunicazione al pubblico di programmi televisivi per conto degli aventi diritto rappresentati dalle Società BILDKUNST, GUFA, VGF e GWFF. L’amministrazione è affidata alla BILDKUNST.
Spagna
La Costituzione spagnola del 1978 ha abolito il monopolio della SGAE (Sociedad General de Autores de España). Il testo consolidato nel 1996 della legge sul diritto d’autore comprende la disciplina dell’attività di gestione dei diritti, che ha risentito in particolare dell’esperienza tedesca, basando le norme sul principio della libertà di associazione temperato dalla legislazione antitrust.
Le Società di gestione devono ottenere l’autorizzazione preventiva del Ministero della Cultura, con controlli sul possesso dei requisiti previsti e sull’adempimento di specifici obblighi, in particolari di tipo tariffario. Per le controversie tra le Società e le organizzazioni degli utilizzatori sono previste forme di arbitrato sulle tariffe.
Le Società hanno inoltre l’obbligo di svolgere attività culturali e fornire servizi sociali a favore dei loro membri, direttamente o attraverso organismi separati, utilizzando una quota dei proventi per la copia privata e la reprografia. Il Ministero ha finora concesso autorizzazione a tre Società di autori e a tre organizzazioni per i diritti connessi, una di produttori fonografici, una di attori e una di artisti del settore musicale, nonchè ad una Società di produttori audiovisivi.
La SGAE amministra le opere musicali, teatrali e cinematografiche dei suoi membri ed è attiva anche nel settore multimediale con la sua Oficina Multimedia. Le attività culturali sono svolte attraverso la Fundacion Autor.
Inoltre la Società ha avviato rapporti di stretta collaborazione con le organizzazioni del continente iberoamericano, per il tramite della LATINAUTOR; l’organismo, con sede a Montevideo, fornisce il supporto tecnico-operativo alle organizzazioni per le opere musicali in diversi Paesi del centro e sud America, per stabilire il rispetto dei diritti d’autore, in particolare nella pubblica esecuzione e radiodiffusione di opere musicali.
La sua attività internazionale si è notevolmente intensificata negli ultimi anni, anche in relazione ai grandi successi della musica spagnola all’estero. La SGAE ha uffici propri a New York, Città del Messico, Tokyo, Buenos Aires ed a Cuba. Il CEDRO, centro spagnolo dei diritti reprografici, amministra per conto degli editori e degli autori i diritti di copia privata delle opere a stampa.
La VEGAP (Visual, entidad de gestion de artistas plasticos) rappresenta i diritti delle arti visive.
Francia
La Francia è stata la culla delle Società d’autori che qui sono state ideate e si sono sviluppate, da semplici associazioni a sindacati professionali, fino ad assumere l’attuale Forma di organizzazioni imprenditoriali complesse. Il codice di Proprietà Intellettuale del 1985 detta una disciplina generale, che tiene conto degli interessi degli iscritti e del trattamento degli utilizzatori.Anche per gli attacchi alle Società degli autori sotto il profilo della legislazione antitrust la Francia ha, nel bene e nel male, segnato le linee di sviluppo in Europa. Infatti, la lunga e complessa causa SACEM-Discoteche ha segnato un precedente di importanza fondamentale nel campo della gestione collettiva, non solo in Francia, ma a livello comunitario.
Il codice della Proprietà Intellettuale francese stabilisce che le Società siano private ma non abbiano scopo di lucro, assumendo la forma di société civile. Possono costituire una loro organizzazione di gestione dei diritti gli autori, gli editori, gli artisti interpreti ed esecutori, i produttori fonovideografici.
Le Società sono tenute a rilasciare licenze globali agli utilizzatori che ne facciano richiesta. Il codice stabilisce altresì che gli spettacoli senza scopo di lucro organizzati da entità o imprese di pubblico interesse debbano godere di tariffe ridotte. Alcune disposizioni speciali riguardano la destinazione a scopi collettivi di una quota dei compensi per copia privata, il cui importo orario è stato aggiornato a partire dal 2001, con un aumento del 25%. La supervisione sugli statuti e i regolamenti delle Società spetta al Ministero della Cultura, che riceve annualmente anche il bilancio ed è incaricato dell’esame preventivo delle modifiche statutarie e regolamentari.
Con un decreto che risale al 1958, alcune Società sono state qualificate a designare gli agenti che hanno il potere di presentare denunce per atti di utilizzazione abusiva con efficacia immediata per il sequestro dei prodotti pirata da parte della polizia.
Sono stabilite per legge anche garanzie a favore dei membri delle Società, tra cui alcuni diritti di accesso agli atti della Società. Nel corso del 2000, le Società sono state oggetto di iniziative parlamentari per introdurre il controllo della Corte dei Conti sui loro atti e sui loro bilanci. Come soluzione di compromesso, è stata approvata l’istituzione di una commissione di controllo mista di nove membri di nomina governativa, presieduta da un magistrato della Corte dei Conti e composta di un Consigliere di Stato, di rappresentanti dei ministeri economici e del Ministero della Cultura e di quattro personalità qualificate nel campo della proprietà letteraria ed artistica. La Commissione presenta un rapporto annuale al Parlamento livello di trasparenza e di efficienza delle Società.
La più antica Società di Francia e del mondo è la SACD (Société des Auteurs et Compositeurs Dramatiques), che ha esteso il suo iniziale ambito di competenza, teatro e opera lirica, alle opere audiovisive e cinematografiche.
La SACEM (Société des Auteurs, Compositeurs et Editeurs de Musique) è tra le più note organizzazioni del mondo, attiva a livello nazionale ed internazionale per quanto riguarda il diritto di esecuzione e diffusione. All’inizio del 2001, il Presidente del Direttorio, Jean Loup Tournier, ha lasciato il timone che aveva saldamente tenuto per quaranta anni, a Bernard Myet, diplomatico già responsabile delle missioni di pace dell’ONU e, precedentemente, esperto di audiovisivi.
L’antica SGDL (Société de Gens de Lettre) si limita attualmente ad un ruolo di rappresentanza sindacale per gli autori letterari, i cui diritti sono gestiti dal 1981 dalla Società di gestione la SCAM (Société Civile des Auteurs Multimedia). Oltre alle opere letterarie e giornalistiche, la SCAM amministra i diritti sulle opere audiovisive, in particolare le opere documentarie e i film industriali, nonchè le opere sonore non musicali come quelle radiofoniche.
Delle due Società costituite per le arti visive sopravvive solo la ADAGP (Association pour la Défense des Arts Graphiques et Plastiques, che si occupa di diritto di riproduzione e di diritto di seguito sulle opere d’arte dei suoi membri e delle analoghe organizzazioni estere.
In Francia, le Società di amministrazione collettiva hanno seguito una formula di totale indipendenza reciproca, fatta eccezione per alcune specifiche organizzazioni che sono state costituite dalle Società degli autori per i settori di attività nei quali era particolarmente necessario sfruttare le possibili sinergie. Sono organismi comuni delle Società degli autori la SDRM (Société pour l’Administration du Droit de Reproduction Mécanique des Auteurs, Compositeurs ed Editeurs) che amministra il diritto di riproduzione meccanica per i diversi tipi di opere, e la SESAM che è un esperimento di one-stop shop in campo multimediale, avviato nel 1996, che rilascia licenze per le utilizzazioni on-line e off-line.
Ha sede a Parigi la alleanza strategica fondata nel 2000 tra cinque società – oltre alla SIAE, la SACEM, la SGAE, la GEMA ed il BMI – denominata FAST TRACK, finalizzata al rinnovamento tecnologico delle società partner, quanto alla gestione delle licenze e della documentazione.
Gran Bretagna
È l’unico stato membro dell’Unione Europea nel quale l’attività di gestione dei diritti è del tutto deregolata e l’amministrazione del copyright è assoggettata soltanto alle norme per le imprese o le associazioni, a seconda della forma scelta dagli aderenti, senza speciali oneri o prerogative.
La legge del 1986 ha confermato la competenza del Copyright Tribunal in materia di tariffe e condizioni di licenza. Sono state di fondamentale rilievo, non solo per la Gran Bretagna, le pronunce di questo speciale organismo in materia di riproduzione meccanica (che ha stabilito condizioni e tassi meno favorevoli agli aventi diritto di quelli negoziati nell’Europa continentale) e in materia di diffusione televisiva.
Le organizzazioni britanniche sono inoltre sottoposte ai controlli Antitrust della Monopolies and Mergers Commission e ad indagini conoscitive specifiche da parte di commissioni parlamentari. Particolari controlli sono stabiliti per le associazioni che riscuotono i compensi per il prestito pubblico.
Nel 1914 è stata fondata la PRS (The Performing Right Society Ltd) per i diritti di esecuzione e diffusione di opere musicali.
La fondazione della MCPS (Mechanical-Copyright Protection Society Ltd), l’agenzia che gestisce i diritti di riproduzione per conto degli editori e, più di recente anche degli autori, risale al 1924. La sua competenza si estende anche ai diritti di sincronizzazione.
Recentemente le due Società hanno stabilito una stretta collaborazione gestionale (PRS-MCPS Alliance) sotto la guida di un unico Direttore Generale, mantenendo tuttavia due distinti Consigli di Amministrazione.
Una forma di condivisione dei servizi di back-office finalizzate alla gestione delle banche dati societarie ed alla ripartizione dei diritti è stata fondata da PRS, BUMA (Paesi Bassi) ed ASCAP (Stati Uniti) sotto la sigla IMJV (International Music Joint Venture). Si prevede che l’iniziativa sarà operativa nel 2002, con l’effettiva entrata in funzione degli uffici di Amsterdam. Alla IMJV ha aderito all’inizio del 2001 anche la canadese SOCAN.
Nel 1977 è stata creata la ALCS (Authors’ Licensing and Collecting Society) che amministra la ritrasmissione via cavo per gli autori letterari e gli sceneggiatori; la sua sfera di attività si va estendendo alla reprografia, al diritto di noleggio e prestito e ad altri diritti secondari di utilizzazione.
Autori ed editori librari insieme hanno costituito nel 1982 la CLA (Copyright Licensing Agency), una clearing house per i diritti reprografici, che agisce in collaborazione anche con la ALCS nel rilascio di licenze globali agli istituti di istruzione ed alle università. Nel settore della didattica sono attive anche organizzazioni minori con un campo molto specifico come le registrazioni di programmi televisivi e via cavo.
La DACS (Design and Artists Copyright Society Ltd) ha iniziato la sua attività nel 1983, come agenzia per i diritti sulle arti visive.
In connessione con l’introduzione di normative comunitarie per il noleggio, è stata infine creata la DPRS (Directors and Producers Rights Society), per la tutela dei diritti cinematografici e televisivi che è possibile amministrare su base collettiva.
Grecia
La legge greca sul diritto d’autore consente di istituire Società per la gestione collettiva dei diritti previa approvazione del Ministero della Cultura, senza fissare la forma giuridica che queste entità devono assumere, ammettendo cioè sia le società di capitali che le cooperative senza scopo di lucro. Come nel resto dell’Unione Europea, l’unico settore in cui la gestione collettiva è obbligatoria è quello della ritrasmissione via cavo, in conformità con la direttiva comunitaria in materia.
Per ottenere l’approvazione, la Società deve sottoporre al Ministero il suo statuto, le sue regole associative ed i suoi regolamenti interni; le informazioni relative al suo capitale ed ai mezzi per svolgere la sua attività nonchè al numero degli aventi diritto rappresentati; le regole e le periodicità delle ripartizioni dei diritti. Tutte le variazioni di questi dati sono sottoposti alla stessa procedura.
Il Ministero della Cultura ha poteri di supervisione che arrivano fino alla possibilità di comminare multe per la non osservanza di norme di legge o di norme interne. Sono previste forme di arbitrato in caso di controversia tra una Società di amministrazione collettiva di diritti e un utilizzatore, ma è possibile anche chiedere direttamente l’intervento del giudice al fine di ottenere per la fissazione di una tariffa che tenga conto anche delle tariffe applicate per utilizzazioni simili.
Gli utilizzatori hanno anche l’obbligo legale di fornire i programmi delle opere utilizzate, per consentire una corretta ripartizione dei diritti. La legge detta anche le norme generali che devono governare i rapporti tra Società e aventi diritto rappresentati.
La principale Società operante in Grecia è la AEPI (Société Anonyme Hellinique pour la Propriété), che amministra le opere musicali per quanto riguarda sia i diritti di esecuzione che quelli di riproduzione.
Nel campo delle opere letterarie e delle opere drammatiche, per i diritti di recitazione, rappresentazione e diffusione, opera la SOPE (Société pour la Protection du Droit d’Auteur), in forma di agenzia.
La Società degli autori drammatici, che agisce esclusivamente per gli autori greci, è la SADH.
Ungheria
Nel 1996, un decreto del Governo ha ufficialmente consentito l’istituzione di Società per l’amministrazione collettiva in tutti quei settori in cui “a causa della natura e delle condizioni di utilizzazione delle opere o dei media, gli aventi diritto non siano in grado di esercitare i loro diritti su base individuale”. Tuttavia, spetta al Ministero della Cultura, che ha tra i suoi compiti quello del controllo del settore, fare in modo che per ciascuna categoria di diritti esista soltanto una Società.
Lo stesso decreto ha previsto anche le condizioni che devono essere rispettate affinchè una organizzazione possa ottenere la autorizzazione ministeriale, condizioni che in generale riguardano l’operatività e l’imparzialità della Società e la sua rappresentatività con riguardo anche ai repertori delle Società straniere. Se esiste la richiesta di registrazione presso il Ministero di più di una entità per la stessa categoria di diritti, spetta al Ministero stesso scegliere la più adatta allo svolgimento dell’attività.
La Società munita di autorizzazione ministeriale ha l’onere di rilasciare “licenze collettive estese”, che comprendano anche i diritti degli autori non iscritti, i quali hanno un tempo determinato per avanzare eventuali richieste documentate per ottenere di partecipare alla ripartizione dei diritti sulla base dell’effettiva utilizzazione delle loro opere.
La più antica Società ungherese è stata la MARS, fondata nel 1907 e sostituita nel 1952 dalla agenzia statale ARTISJUS. Dopo il 1996 la ARTISJUS (Bureau Hongrois pour la Protection des Droits d’Auteur), che aveva raggiunto un livello di efficienza notevole anche nel periodo precedente, ha continuato ad essere attiva per i diritti di esecuzione e di riproduzione delle opere musicali e si è adattata senza difficoltà alle diverse condizioni di gestione deo diritti.
Nel 1997 ha iniziato la sua attività la HUNGART, che rappresenta i diritti degli artisti, dei designers e dei fotografi, diritti che fino al 1992 erano amministrati dal Fondo delle Arti. Questa organizzazione si occupa anche della gestione del diritto di seguito sulle vendite delle opere delle arti visive. Per la fissazione delle tariffe per la riproduzione grafica delle opere d’arte sono consultate tutte le organizzazioni sindacali e professionali degli artisti, nonchè le associazioni di categoria degli utilizzatori, per poi sottoporre le tariffe stesse alla approvazione finale del Ministero.
Giappone
La legge sul diritto d’autore stabilisce le regole principali per il funzionamento delle Società di amministrazione collettiva dei diritti, che devono ottenere la preventiva autorizzazione dell’Agenzia per gli Affari Culturali, ai sensi della legge sull’attività di intermediazione nel campo del Copyright, che risale al 1939.
L’entrata in vigore di nuove disposizioni legislative nell’ottobre 2001, metterà fine al monopolio legale della JASRAC (The Japanese Society of Rights of Authors, Composers and Publishers), anche se ancora non è prevedibile quali saranno, in concreto, i futuri assetti del mercato per quanto riguarda l’amministrazione delle opere musicali.
La più importante e la più complessa delle Società giapponesi è la JASRAC, che amministra i diritti di esecuzione e di riproduzione delle opere musicali ed è, in assoluto, l’organizzazione con incassi complessivi maggiori al mondo, con una prevalenza particolarmente rilevante nel campo dei fonomeccanici.
La JASRAC ha l’amministrazione fiduciaria dei repertori dei suoi oltre 10.000 iscritti autori, compositori ed editori musicali. Le sue tariffe sono approvate dalla Agenzia per gli Affari Culturali.
È stata istituita nel 1939 l’Unione Giapponese per la protezione del diritto d’autore sulle opere letterarie che, dopo una lunga pausa postbellica, ha ripreso la sua attività nel 1968.
La Writers Guild of Japan si occupa anch’essa di diritti letterari ed è membro della CISAC.
Nel campo delle arti visive si contrappongono in Giappone diverse organizzazioni in concorrenza fra loro. La APG-Japan (Art, Photograph and Craphic art) è emanazione della JAA (Japan Artists Association) ed aspira a diventare la Società giapponese per la rappresentanza degli artisti visivi sia giapponesi che stranieri. È operativa dal 1993 anche un’agenzia denominata SPDA (Société pour la Protection des Droits Artistiques), sorta in origine per la protezione dei diritti degli artisti francesi.
Russia
Con la fine della Unione Sovietica, anche per il diritto d’aurore si è verificata una polverizzazione che ha dato esiti ben diversi a seconda del contesto economico e socio-politico che si è consolidato nei diversi Paesi del blocco orientale. Le prime ad avviare concreti programmi di collaborazione con i Paesi occidentali ed a sviluppare strutture in grado di operare sul territorio almeno per le utilizzazioni maggiori sono state le Repubbliche Baltiche. In molte delle Repubbliche ex sovietiche sono state create piccole organizzazioni che dovrebbero in futuro assicurare l’amministrazione dei diritti. Questo sviluppo dovrebbe essere favorito anche dalle iniziative di assistenza finanziate dall’Unione Europea, che ha varato un programma apposito per la Russia denominato TACIS, che riguarda anche la proprietà intellettuale.
In Russia, la legislazione in materia di diritto d’autore che risaliva al 1961 è stata completamente riscritta nel 1993 ed integrata con diversi decreti destinati a regolare la transizione verso il mercato anche in questo settore.
La legge disciplina le Società di gestione collettiva alle quali, a differenza che in passato, gli aventi diritto aderiscono su base volontaria.
Anche la vecchia agenzia VAAP ha lasciato il passo ad un’organizzazione formalmente nuova, denominata RAIS, successivamente privatizzata sotto la denominazione di RAO. La nuova Società ha comunque rilevato la struttura pre-esistente ed ha garantito una certa continuità anche se il suo funzionamento rispecchia la grande confusione che caratterizza l’economia in generale.
La RAO è una Società generalista, attiva per le opere musicali e drammatiche. Molti degli autori che prima erano obbligati ad aderire alla VAAP hanno scelto di iscriversi a Società occidentali, con conseguenze immaginabili per la consistenza del repertorio RAO, soprattutto nel campo della musica seria. La Società ha 115 delegazioni regionali e copre tutto il territorio della Confederazione Russa.
Stati Uniti d’America
È difficile descrivere la situazione negli Stati Uniti per quanto riguarda l’amministrazione collettiva poichè ci sono alcuni aspetti che non trovano alcun parallelo nei Paesi europei. Innanzi tutto il settore della gestione dei diritti non è deregolato come si usa credere, poichè in molti settori, anche non marginali, la fissazione delle tariffe è fissata dai poteri pubblici.
Importanti funzioni vengono svolte dai Copyright Arbitration Royalty Panels e dal Copyright Office. Basti qui ricordare che il Copyright Tribunal determina e periodicamente aggiorna i livelli di una ampia gamma royalty che è suo potere fissare, in particolare le tariffe per la ritrasmissione via cavo; per la riproduzione di opere musicali, esclusa la prima registrazione; per emittenti di pubblico interesse senza scopo di lucro che diffondono opere musicali, pittoriche, grafiche e scultoree. I compensi per la copia privata digitale vengono pagati al Copyright Office dai fabbricanti e dagli inportatori dei supporti sonori vergini, per la successiva destinazione alle organizzazioni riconosciute come rappresentative dei beneficiari ai sensi dell’Audio Home Recording Act del 1992 (AHRA).
Anche il Digital Millennium Copyright Act riserva al Copyright Office alcuni poteri in materia tariffaria e in materia di aggiornamento delle regole sulle esenzioni per specifici usi digitali.
Il Tribunale ha inoltre la autorità permanente di adeguare le tariffe per i jukebox e per la ritrasmissione via satellite di segnali trasmessi ai proprietari di antenna parabolica in mancanza di accordo volontario tra le parti. Inoltre, il Tribunale ripartisce le royalty depositate al Copyright Otffice dagli operatori via cavo e dai vettori satellitari per il pagamento agli effettivi titolari del diritto. Nella ripartizione, il Tribunale tiene conto di diversi criteri, quali il beneficio per l’utente delle trasmissioni via cavo o via satellite, il valore di mercato dell’opera, la sua durata.
Le Società più importanti anche negli USA sono quelle per i diritti di esecuzione. In ottemperanza ai consent decrees succedutisi nel tempo, basati sullo Sherman Act (negli USA il testo fondamentale in materia di tutela della concorrenza), oltre alla ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publishers) che ha una base associativa, esiste una organizzazione che agisce per conto dei suoi membri, ma è giuridicamente di proprietà delle emittenti radiotelevisive, il BMI (Broadcast Music Inc).
A queste si aggiungono due organizzazioni di minore importanza, la SESAC e la ACEMLA (Asociacion de Compositores y Editores de Musica Latinoamericana). L’ASCAP, fondata nel 1914, ha la sua sede a New York ed è diretta da un Consiglio di Amministrazione di 24 membri, 12 autori e 12 editori, eletti con cadenza biennale dai suoi oltre 80.000 membri. Le principali operazioni dell’ASCAP sono governate dal consent decree emesso dal Ministero della Giustizia per la prima volta nel 1950 e aggiornato nel 1960 e nel 2000. Il consent decree detta le regole fondamentali delle licenze, comprese le utilizzazioni su Internet, del rapporto di iscrizione e della ripartizione dei diritti.
La SESAC Inc. è stata istituita nel 1930, in origine come “Society of European Stage Authors & Composers”, con sede a Nashville; ha dimensioni relativamente modeste quanto a numero di autori ed editori rappresentati, anche se nell’ultimo decennio, grazie a una politica di acquisizione dei repertori resa possibile dalla sua natura di impresa di servizi, ha accresciuto la sua importanza annoverando tra i suoi membri star come Bob Dylan e Neil Diamond.
L’attività del BMI ha avuto inizio negli anni ’40, con l’adesione di compositori di generi non amministrati dalla Società preesistente. Pur non avendo i caratteri di una associazione, il BMI non ha scopo di lucro e, per quanto riguarda il suo funzionamento e le sue tariffe, tende a rispettare i criteri fondamentali stabiliti nel consent decree emanato per l’ASCAP.
Relativamente a questo quadro, la ACEMLA, che rappresenta i compositori latinoamericani negli USA, risulta abbastanza marginale. L’associazione gestisce i diritti di esecuzione. Tramite il suo editore associato LatinAmerican Music Co., rilascia licenze e riscuote i diritti per riproduzione meccanica e sincronizzazione. Nel 1995 ha aperto una sede a Portorico.
Le principali Società USA mettono a disposizione del pubblico via Internet l’elenco delle opere amministrate e i nomi dei titolari dei relativi diritti e sono in grado di rilasciare on-line licenze per i diversi tipi di utilizzazioni via Internet.
Anche il deposito delle opere può essere effettuato on-line da parte dei membri, con password personalizzate intese a garantire la sicurezza della transazione.
Gli assetti normativi e amministrativi del diritto di riproduzione fonografica negli USA sono profondamente diversi da quelli europei. In primo luogo, dopo la prima registrazione, le opere musicali sono soggette a licenza legale per la riproduzione fonografica; il tasso del compenso è fissato periodicamente ed è attualmente pari o inferiore a 7.55 cents per musiche fino a 5 minuti di durata e 1,45 cents a minuto per quelle di durata maggiore.
I maggiori produttori discografici USA ottengono direttamente le licenze dalle case editrici, anche in virtù del fatto che queste ultime sono cessionarie del 100% dei diritti fonomeccanici, salvo l’eventuale obbligo di rendiconto agli autori ed agli artisti.
L’associazione degli editori NMPA (National Music Publishers’ Association) controlla un’agenzia specializzata per le licenze del settore, la HARRY-FOX AGENCY, che concede licenze per la riproduzione e la sincronizzazione per conto degli editori indipendenti e delle Società degli autori straniere. La HFA è incaricata anche di effettuare gli audit ai produttori per conto degli editori major.
La gestione collettiva non ha avuto negli USA sviluppi paralleli a quelli europei per quanto riguarda le opere letterarie; tuttavia esistono norme diversificate di clearing houses, che trovano nella Società dell’informazione la motivazione per un allargamento della loro attività.
Alcune hanno una struttura che le avvicina di più ad agenzie con una rappresentanza limitata, altre hanno statuti di tipo non associativo ma di Società di servizi aperte a tutti gli aventi diritto a parità di condizioni.
Tra queste si può citare la Authors’ Registry, che opera per conto di autori singoli come pure di agenzie letterarie o di organizzazioni simili e il Copyright Clarence Center. Questa organizzazione, attiva dal 1978, ha concluso contratti con oltre 10.000 imprese che si servono dei suoi servizi per quanto riguarda l’utilizzazione di materiale protetto come articoli, libri e pubblicazioni di vario tipo. Le licenze riguardano non solo i compensi per le fotocopie in ambito aziendale ma anche vari tipi di utilizzazioni digitali, compresa la realizzazione di corsi di istruzione a distanza.
Nell’audiovisivo esistono diverse organizzazioni che, per gli USA, svolgono attività che possono essere definite di tipo sindacale, ma che nei confronti delle organizzazioni estere hanno la rappresentanza dei loro membri e stipulano accordi per la riscossione dei diritti a compenso che la legislazione di vari Paesi europei riserva agli autori, anche congiuntamente ai produttori cinematografici (titolari in via originaria del copyright sui film USA); le più importanti sono la Directors’ Guild of America fondata nel 1939 e la Writers’ Guild of America.
Italia
Nella panoramica europea, non si può fare a meno di osservare che la SIAE costituisce una figura del tutto particolare sia riguardo al monopolio nell’intermediazione stabilito dalla legge sul diritto d’autore del 1941, sia quanto ai diversi compiti di natura pubblicistica che affiancano l’attività di gestione collettiva dei diritti, in particolare dopo le innovazioni introdotte dal d.lgs. 419/99 e dalla legge 248/2000.
La natura pubblica della Società è stata valorizzata per la realizzazione di scopi generali, quali lo sviluppo della cultura e la tutela delle opere nella Società dell’informazione, nonchè ai fini della lotta contro la pirateria in tutte le sue manifestazioni, anche nei settori in cui la SIAE non esercita attività di amministrazione, quali il software o le opere di pubblico dominio.
Quanto al monopolio, nell’assoluta maggioranza dei Paesi le Società operano in una situazione di monopolio di fatto, che comporta la sorveglianza dell’autorità antitrust nazionale sui diversi aspetti dell’attività della Società e/o in relazione a specifiche controversie.
Soltanto in casi specifici e limitati, come ad esempio la copia privata e la reprografia, esistono monopoli legali di diverso tipo.
Le scelte del legislatore italiano corrispondono quindi a esigenze specificatamente nazionali, che riconoscono un ruolo istituzionale di rilievo ad una entità che, in ogni altro paese membro della Comunità, è espressione di interessi esclusivamente privati.
Estendendo la analisi ai paesi extraeuropei, la riflessione sulla unicità della SIAE si arricchisce di nuovi elementi, sia per quanto riguarda la natura giuridica e, conseguentemente, l’intensità dei controlli cui la Società è sottoposta da parte del potere esecutivo, sia per quanto riguarda le modalità organizzative. Infatti, lo schema assolutamente prevalente in Europa e nel mondo non è quello della Società generalista ma lo schema basato su Società distinte per tipo di opere, quando non anche per categoria di diritti.”

